Focolaio di influenza aviaria nell'alessandrino, la Regione Piemonte attiva l'unità di crisi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
L'allarme, che ha costretto gli esperti a un immediato intervento, è scattato in un allevamento di Occimiano, nell'alessandrino, dove sono ospitati circa trentacinquemila esemplari tra galli e galline destinati alla riproduzione; in uno dei due capannoni, il tasso di mortalità è balzato in due giorni oltre quella soglia del cinque per cento che, per gli addetti ai lavori, rappresenta un inequivocabile campanello d'allarme. La segnalazione, peraltro, è stata tempestiva, arrivando senza indugio al Presidio Multizonale di Profilassi e alla polizia veterinaria dell'ASL di competenza, le quali hanno disposto gli accertamenti del caso. Dagli esami di laboratorio, condotti con la massima celerità, è giunta la conferma ufficiale di un focolaio di H5N1, il ceppo virale dell'influenza aviaria che impone, per legge, misure stringenti di contenimento.
Le indagini per ricostruire l'origine del virus
Sono ora in corso, e costituiscono una priorità assoluta per le autorità sanitarie, le indagini epidemiologiche il cui obiettivo principale è quello di capire la provenienza del virus, ricostruendone le modalità di introduzione nell'allevamento. Queste attività investigative, che si svolgono parallelamente all'applicazione dei protocolli di sicurezza, sono fondamentali per tracciare un perimetro di rischio e prevenire un'ulteriore diffusione del patogeno, il quale, com'è noto, può essere veicolato attraverso diverse vie, incluso il contatto con fauna selvatica. La Regione Piemonte, dal canto suo, ha tenuto a precisare che la situazione è sotto controllo, sottolineando come l'iter procedurale sia stato rispettato in ogni sua fase.
La riunione dell'unità di crisi con il ministero
Proprio per coordinare la risposta all'emergenza, si è svolta questa mattina in Regione una riunione dell'unità di crisi, alla quale hanno preso parte i rappresentanti del Ministero della Salute e del Centro di referenza nazionale. L'incontro, necessario e dovuto, aveva lo scopo di stabilire i provvedimenti da adottare sulla base delle disposizioni di legge previste per simili circostanze, che tipicamente includono l'istituzione di una zona di protezione e di una di sorveglianza attorno al focolaio, con severe limitazioni per il movimento di animali e prodotti. La tempestività con cui si è agito, del resto, è uno degli elementi che lascia ben sperare per un contenimento efficace del focolaio.
La richiesta di trasparenza dalla minoranza
Sul caso è intervenuto anche il vicepresidente del Consiglio Regionale, Domenico Ravetti, esponente del Partito Democratico, il quale ha annunciato che chiederà al presidente Alberto Cirio una comunicazione ufficiale in consiglio. Ravetti ha evidenziato l'importanza di illustrare quanto accaduto e di spiegare ai cittadini le misure già adottate, nonché gli eventuali ulteriori provvedimenti che si riterranno necessari. L'esponente della minoranza, pur esprimendo rassicurazione per l'immediata attivazione dell'unità di crisi e per le indagini in corso sull'origine del virus, ritiene che un resoconto pubblico e dettagliato sia un passaggio dovuto per mantenere alta la fiducia nelle istituzioni.




