Omicidio a Castel d'Aiano, la moglie accusata di aver ucciso il marito
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Redazione Interno
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Quasi un anno dopo il ritrovamento del corpo di Roberto Berti, i carabinieri del nucleo investigativo hanno eseguito un ordine di custodia cautelare nei confronti della moglie, Leda Stupazzoni. L'ottantunenne, che aveva allertato i soccorsi dichiarando una dinamica accidentale, è ora indagata per omicidio volontario, accusata di aver colpito il coniuge con frammenti di un vaso. La ricostruzione dei fatti, che ha richiesto mesi di accertamenti e di analisi, dipinge un quadro profondamente diverso da quello inizialmente descritto dalla donna, il cui racconto presentava diverse incongruenze con le evidenze emerse sul luogo del delitto e in seguito durante l'autopsia.
La ricostruzione dei fatti
Nella sua chiamata d'emergenza, la Stupazzoni aveva riferito che il marito ottantenne era caduto dal letto, trovando poi la morte in cortile, probabilmente urtando degli oggetti durante la rovinosa caduta. Le indagini, coordinate dalla procura, hanno tuttavia smentito questa versione, rivelando come sul corpo dell'uomo – rinvenuto nel giardino della loro abitazione a Razora, una località isolata sull'Appennino bolognese – fossero presenti non meno di quaranta ferite, concentrate in particolare sul capo e sul collo. Tra queste, una lesione particolarmente profonda alla gola, che i periti ritengono essere stata l'arma del colpo decisivo, inflitta con un'energia e una modalità incompatibili con un semplice incidente domestico.
Le indagini e l'arresto
Gli investigatori, mettendo a confronto la scena del crimine con la testimonianza della donna, hanno rilevato delle discrasie insanabili, che hanno progressivamente portato a focalizzare l'attenzione sulla consorte. L'ipotesi accusatoria, che vede la Stupazzoni come unica esecutrice materiale del delitto, si è andata consolidando attraverso una serie di riscontri tecnici e di elementi probatori, i quali hanno condotto il giudice a disporre la misura degli arresti domiciliari. La motivazione del gesto, stando a quanto trapelato, andrebbe ricercata in dissidi sorti all'interno della coppia, sebbene le indagini proseguano per delinearne con precisione la portata e le specifiche circostanze.
Il quadro giudiziario
La posizione della donna, che attualmente si trova nella sua abitazione sotto custodia, è ora al centro di un procedimento penale per il reato di omicidio aggravato. Il percorso giudiziario, che dovrà accertare ogni responsabilità, si basa su un impianto probatorio che include, tra l'altro, le perizie medico-legali e le risultanze investigative raccolte nel corso di quasi dodici mesi. La vicenda, per la sua drammaticità e per l'età avanzata delle persone coinvolte, ha suscitato un notevole impatto nel territorio, riportando l'attenzione su una caso di cronaca nera che sembrava ormai destinato a rimanere senza una spiegazione definitiva.




