Juve, per Kessié serve lo sconto: la chiave è McKennie e Locatelli
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Redazione Sport
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Se la priorità assoluta resta il portiere e l’attaccante, il centrocampo non è certo un pensiero secondario per la Juventus. Anzi, a ben guardare, è proprio lì che si gioca una delle partite più complesse dell’estate bianconera. Perché se è vero che sulla carta i centrocampisti a disposizione di Thiago Motta sono addirittura otto, è altrettanto vero che non tutti hanno lo stesso peso specifico, né tantomeno le stesse garanzie fisiche.
Khephren Thuram, ad esempio, uno dei potenziali titolari anche in ottica Spalletti, non ha ancora risolto i problemi al ginocchio che già lo avevano condizionato nello scorso campionato; il suo rientro, salvo sorprese, è previsto per settembre, il che significa che l’intera estate bianconera la salterà. Un'assenza non da poco, che ridimensiona le cifre del reparto e spinge il club a guardarsi intorno con ben altra urgenza.
Il piano Juve per il centrocampo: muscoli e leadership
L’allenatore, pur avendo un reparto stipato come una metropolitana nell’ora punta, non si accontenta e spinge per un innesto di sostanza. Il profilo individuato è quello di Franck Kessié, centrocampista ivoriano fresco di svincolo dopo tre stagioni da super ricco in Arabia Saudita. Un giocatore di fisicità, muscoli e leadership, caratteristiche che alla mediana bianconera, specie in determinate circostanze, sono parse mancare.
E Kessié, dal canto suo, avrebbe già dato una corsia preferenziale alla Vecchia Signora, allettato anche dalla possibilità di ricongiungersi a Torino con Ricky Massara, il dirigente con cui ha condiviso lo scudetto del Milan nel 2022. Un legame che conta, in un mercato dove i fattori umani spesso pesano quanto quelli economici.
L'inghippo economico e la strategia per lo sconto
Il nodo, come spesso accade, è di natura economica. La Juventus, che sta già trattando con Carnevali e Massara per gli altri obiettivi, deve fare i conti con un budget che non può essere illimitato. Per portare a casa Kessié, l’ivoriano che ha appena concluso la sua esperienza in Medio Oriente, serve uno sconto. Ma non uno sconto qualsiasi: la dirigenza sta studiando un meccanismo che coinvolga le uscite eccellenti. E qui entra in gioco la chiave di volta del piano bianconero, ovvero la valorizzazione di alcuni giocatori in rosa.
L'idea è quella di utilizzare le cessioni di Weston McKennie e Manuel Locatelli come leve per abbassare il prezzo del cartellino o, più probabilmente, per alleggerire il monte ingaggi e creare lo spazio finanziario necessario all'arrivo del ivoriano. Non una semplice operazione di mercato, ma una vera e propria ristrutturazione del reparto.
Priorità e grandi manovre a Torino
Prima le priorità, poi i colpi a effetto. La caccia al nuovo estremo difensore e al sostituto di Dusan Vlahovic resta in cima all'agenda di Carnevali, ma la dirigenza non perde di vista il quadro generale. La Juventus si muove con le idee chiarissime, consapevole che per competere su tutti i fronti sarà necessario un organico completo e competitivo in ogni reparto. L’identikit del centrocampista ideale corrisponde perfettamente a quello di Kessié, ma la trattativa è complessa e richiede tempismo e abilità.
L’allenatore, dal canto suo, continua a premere per avere un uomo in più a disposizione, un giocatore capace di fare la differenza sia in fase di interdizione che in quella di spinta. E mentre il mercato entra nel vivo, la sensazione è che il destino di Kessié sia legato a doppio filo con le partenze eccellenti che la Juventus riuscirà a mettere a segno, trasformando una necessità di cassa in un'opportunità tecnica di prim'ordine.




