Borsa Milano resiste in un'Europa divisa, Tim e Campari tra i protagonisti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Piazza Affari ha chiuso la seduta in netto rialzo, distinguendosi nel contesto europeo che si è presentato frammentato e privo di una direzione univoca. L’indice Ftse Mib, dopo aver oscillato per l’intera giornata, ha segnato un progresso dello 0,42%, attestandosi a un livello prossimo ai 43.265 punti. Questo slancio, seppur contenuto, ha permesso alla piazza finanziaria italiana di sopravanzare alcune delle principali rivali continentali, le quali hanno mostrato segnali di affaticamento dopo le recenti corse. Il differenziale tra i Btp decennali e i Bund tedeschi, parametro attentamente monitorato per valutare la percezione del rischio Italia, si è attestato a 81,4 punti base, mentre il rendimento del titolo di Stato italiano è salito di 0,3 punti percentuali, assestandosi sul 3,52% annuo.

I titoli trainanti: Tim e Campari

Sul fronte dei titoli, a trainare l’indice milanese sono state in particolare le performance di Tim e di Campari. La società delle telecomunicazioni ha bruciato le tappe con un balzo del 3,72%, alimentato dall’interesse degli investitori in seguito all’incontro con gli analisti finanziari, durante il quale sono state illustrate le proiezioni sui ricavi della divisione Tim Enterprise. Un simile ottimismo, sebbene per motivazioni differenti, ha investito anche il titolo del noto produttore di aperitivi, che ha contribuito a sua volta a sostenere il listino.

Il quadro europeo

Oltreconfine, il panorama è apparso più incerto. La Borsa di Parigi ha registrato un lieve incremento dello 0,31%, mentre Francoforte ha chiuso in territorio negativo con un calo dello 0,18%, in netta contrapposizione con le performance di Madrid e Londra, entrambe positive dello 0,67%. Questa divergenza di percorso tra i principali listini del Vecchio Continente riflette una certa cautela negli scambi, mentre l’euro continuava a rafforzarsi sul biglietto verde, portando il cambio a quotare oltre 1,174 dollari.

I dati macroeconomici dall'Eurostat

Sullo sfondo, i dati macroeconomici diffusi dall’Eurostat hanno offerto uno scenario contrastante per l’area euro. Da un lato, i prezzi alla produzione hanno registrato ad agosto una flessione inattesa dello 0,3% su base mensile, un dato peggiore delle attese degli analisti che prevedevano un calo più contenuto. Dall’altro, l’indice PMI composito, considerato un affidabile indicatore anticipatore della salute economica, è salato per il quarto mese consecutivo, raggiungendo a settembre il livello di 51,2 punti e lasciando intravedere segnali di un’attività produttiva ancora in espansione.

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