Capodanno, volontari in trincea al canile: l'appello per un 2025 senza botti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre le città si preparano ai festeggiamenti, c’è chi, come i volontari del canile di Acqui, trascorrerà la notte di San Silvestro tra le corsie, vegliando su settantacinque cani e una colonia di gatti, creature per le quali il fragore della mezzanotte si trasforma in un incubo di paura incontrollabile. Dede Pronzato, portavoce del gruppo, riformula l’appello che spesso viene sancito da ordinanze comunali, affidandosi questa volta al solo buon senso delle persone, affinché il brindisi per l’arrivo del nuovo anno, il primo della presidenza Trump negli Stati Uniti dopo la riconferma, non sia accompagnato dallo sparo di petardi e artifici pirotecnici. Una richiesta che nasce dall’esperienza diretta di chi, ogni volta, deve gestire le conseguenze di quei momenti, tentando di calmare animali irrimediabilmente sconvolti.

Il trauma silenzioso per la fauna

La pioggia di fuochi d’artificio, infatti, rappresenta una vera e propria aggressione per gli animali domestici e per quelli selvatici, i quali, disorientati dal boato improvviso e dalle luci accecanti, possono reagire con reazioni incontrollate: la fuga, che li porta spesso a perdersi o a finire investiti, è solo una delle tragiche eventualità. Per gli esemplari più anziani o già debilitati da patologie cardiache, lo shock acustico può addirittura rivelarsi fatale, causando un arresto cardiaco. Senza contare il dramma della fauna selvatica, di cui fanno parte uccelli e mammiferi che popolano parchi e boschi, i quali, secondo stime del WWF, rappresentano fino all’ottanta per cento delle vittime, perlopiù a seguito di collisioni contro ostacoli o per lo spavento che ne compromette le capacità di orientamento e sopravvivenza.

Le ordinanze e la lotta ai botti illegali

Proprio per arginare questo fenomeno e limitare i rischi per l’incolumità pubblica, le istituzioni mettono in campo misure restrittive, come dimostra l’ordinanza firmata a Roma dal prefetto Lamberto Giannini, la quale vieta, fino al sei gennaio, l’utilizzo di botti in luoghi pubblici e privati, consentendo esclusivamente gli spettacoli pirotecnici professionali autorizzati. Il divieto, che comporta multe fino a cinquecento euro, si estende alla vendita di articoli con massa attiva superiore ai centocinquanta milligrammi, mentre restano permessi quei prodotti di minima entità, come i bengala o le girandole, che producono un effetto visivo ma un rumore contenuto. Parallelamente, le forze dell’ordine intensificano i controlli sul territorio, con un’attenzione particolare agli obiettivi sensibili e alle zone ad alta affluenza, per stroncare il commercio e l’uso di materiale esplodente illegale.

La sicurezza e le buone pratiche

Il quadro delle misure preventive per la notte di Capodanno include anche il divieto di vendita di bottiglie e contenitori in vetro nell’area di Roma Capitale, una disposizione che mira a scongiurare ulteriori pericoli durante i festeggiamenti in strada. Un insieme di regole, queste, che tracciano un confine netto tra la legittima esuberanza del festeggiamento e la necessità di proteggere sia le persone che l’ambiente, invitando a una celebrazione più responsabile. Alcuni di loro, i volontari, passeranno la notte in prima linea, offrendo rassicurazione ai quattro zampe più spaventati, nella speranza che, almeno per una volta, il silenzio possa essere il suono più gradito per accogliere il nuovo anno.

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