Acquedolci, lo scontro sulla statale 113: due morti e una giovane in ospedale
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Redazione Interno
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Il tratto della statale 113 che costeggia il cimitero comunale di Acquedolci, in provincia di Messina, è tornato a essere teatro di una violenza che non concede scampo: due Volkswagen Golf, nella serata di ieri, si sono scontrate frontalmente all’altezza dell’uscita ovest del centro abitato. Un impatto le cui conseguenze, a giudicare dallo stato delle lamiere e dalla necessità di far intervenire i vigili del fuoco per estrarre i corpi dagli abitacoli, lasciano intendere una velocità e una traiettoria ancora al vaglio degli inquirenti.
L’urto fatale e l’estrazione dai rottami
Sul posto, giunti i soccorsi, non c’è stato nulla da fare per due degli occupanti: Giuseppe Criscì, 54 anni, imprenditore di Caronia, e Domenico Gerbino, 25 anni, sono deceduti sul colpo. Entrambi viaggiavano sulla stessa vettura, una Golf condotta dal più giovane dei due. Con loro, seduta accanto al fidanzato, c’era la figlia ventenne del 54enne, una ragazza che ha riportato traumi giudicati gravi dai sanitari. La giovane è stata trasportata d’urgenza all’ospedale di Sant’Agata Militello, dove i medici ne seguono il quadro clinico senza al momento formulare prognosi definitive.
Il secondo veicolo e i feriti lievi
L’altra Golf coinvolta nel sinistro era condotta da un uomo rimasto miracolosamente quasi illeso: per lui, accertamenti sanitari alla mano, solo traumi contusivi e qualche escoriazione. Nessuna ipotesi, per ora, su chi dei due abbia invaso la corsia opposta né su eventuali distrazioni o condizioni della carreggiata. La dinamica, come spesso accade in questi frangenti, verrà ricostruita attraverso i rilievi dei carabinieri e la testimonianza del sopravvissuto, l’unico in grado di fornire un resoconto diretto di quei secondi precedenti l’impatto.
Il cordoglio e il vuoto a Caronia
A Caronia, da dove provenivano entrambe le vittime, si registra un silenzio carico di dolore. Criscì era un imprenditore conosciuto, Gerbino un ragazzo che aveva appena iniziato a costruirsi il proprio futuro accanto alla ventenne ora ricoverata. Dei due, si dice che fossero legati da un rapporto familiare stretto – suocero e genero – e che quella gita serale lungo la statale 113 si sia trasformata in una trappola senza via d’uscita. Gli inquirenti hanno sequestrato entrambi i mezzi per effettuare i consueti accertamenti tecnici: eventuali guasti meccanici, condizioni dell’asfalto, velocità e punti di impatto verranno incrociati nei prossimi giorni. Per ora, resta il dato nudo e crudo di due bare e una corsia ospedaliera occupata da una ragazza che, fino a poche ore prima, condivideva il sedile con chi non c’è più.




