La nuova Champions League, un cambiamento epocale nel calcio europeo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Era il 4 settembre del 1955 quando Sporting e Partizan Belgrado si affrontarono allo Estadio Nacional di Oeiras, sobborgo di Lisbona. Finì 3-3. Cominciava, in una cornice carbonara, una «cosa» denominata Coppa dei Campioni. Ne sono passati 69 anni, e martedì 17 settembre 2024 si entra in un nuovo mondo, in una nuova era. La Champions League siliconata e maggiorata, con 36 squadre invece di 32, il tutti contro (quasi) tutti al posto dei gironi, il montepremi schizzato a oltre due miliardi e mezzo.
La UEFA ha deciso di rivoluzionare la competizione più prestigiosa del calcio europeo, introducendo un nuovo formato che prevede la partecipazione di 36 squadre, rispetto alle 32 precedenti. Questo cambiamento non riguarda solo il numero di squadre, ma anche la struttura del torneo. Non ci saranno più i tradizionali gironi, ma un sistema di tutti contro tutti, che promette di rendere ogni partita ancora più avvincente e imprevedibile.
Il montepremi della nuova Champions League è stato fissato a quasi 2,5 miliardi di euro, una cifra che testimonia l'importanza e il prestigio della competizione. Di questi, il 27,5% sarà destinato alle quote di partenza, pari a 670 milioni di euro. Il 37,5% sarà destinato ai bonus per i risultati e i passaggi dei turni, per un totale di 914 milioni di euro. Infine, il 35% sarà destinato al nuovo pilastro “value”, che racchiude market pool e ranking storico, per un totale di 853 milioni di euro.
Questo nuovo formato rappresenta una sfida per le squadre partecipanti, che dovranno adattarsi a un calendario più fitto e a un livello di competizione ancora più elevato. Tuttavia, offre anche nuove opportunità, sia in termini di visibilità che di ricavi.




