Bartolo Longo sarà santo: il fondatore del Santuario di Pompei è di Latiano
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Redazione Interno
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Bartolo Longo, nato a Latiano, in provincia di Brindisi, il 10 febbraio 1841, è stato proclamato santo dalla Santa Sede. L’annuncio, giunto dopo l’incontro di ieri al Policlinico Gemelli tra Papa Francesco, il cardinale Pietro Parolin e monsignor Edgar Peña Parra, segna un traguardo storico per la Chiesa e per la Puglia, terra d’origine del futuro santo. Longo, che nel 1863 si trasferì a Napoli per completare gli studi in Giurisprudenza, è noto soprattutto per essere il fondatore del Santuario di Pompei, luogo di culto mariano tra i più celebri al mondo.
La sua vita, segnata da un profondo cambiamento spirituale, ha radici in un momento cruciale: nel 1872, mentre attraversava un periodo di crisi esistenziale, udì una voce che lo esortava a diffondere il Rosario. Quell’episodio, avvenuto nella Valle di Pompei, lo spinse a dedicarsi anima e corpo alla devozione mariana, trasformando un’area desolata in un centro di fede e di speranza. «Qui non c’era niente, grazie a lui abbiamo una città», ha dichiarato don Andrea Fontanella, vicerettore del Santuario, sottolineando l’impatto rivoluzionario dell’opera di Longo.
La sua attività non si limitò alla preghiera: catechizzò i contadini della zona, ristrutturò la chiesa parrocchiale del Santissimo Salvatore e, su suggerimento del vescovo di Nola, costruì una nuova chiesa dedicata alla Madonna del Rosario. Quest’ultima, nel tempo, è diventata meta di pellegrinaggi da ogni angolo del globo, rendendo mondiale il culto della Vergine.
La canonizzazione di Longo, attesa da 45 anni, arriva in un anno significativo, quello del Giubileo, e rappresenta un riconoscimento non solo per la sua opera spirituale, ma anche per il suo impegno sociale. Monsignor Tommaso Caputo, arcivescovo di Pompei, lo ha definito «un modello della Chiesa in uscita al fianco degli ultimi», evidenziando come la sua figura sia ancora oggi un punto di riferimento per chi cerca di coniugare fede e azione concreta.
La decisione del Papa, che ha firmato il decreto di canonizzazione derogando alla norma del secondo miracolo, conferma l’eccezionalità di un percorso umano e religioso che ha lasciato un segno indelebile. Le campane del Santuario di Pompei hanno suonato a festa, mentre l’eco delle preghiere per la salute di Francesco, ricoverato al Gemelli, si mescolava ai rintocchi di gioia.




