Bartolo Longo sarà santo: la storia del fondatore del Santuario di Pompei

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Papa Francesco ha annunciato la convocazione di un Concistoro per le prossime canonizzazioni, tra cui quella di Bartolo Longo, fondatore del Santuario della Madonna di Pompei. La decisione, comunicata dalla Sala Stampa della Santa Sede, segue l’approvazione dei voti favorevoli della Sessione Ordinaria dei Padri Cardinali e Vescovi membri del Dicastero per le Cause dei Santi. Bartolo Longo, nato a Latiano, in provincia di Brindisi, il 10 febbraio 1841, e morto a Pompei il 5 ottobre 1926, è una figura centrale nella storia religiosa e sociale del Mezzogiorno d’Italia. La sua canonizzazione rappresenta un traguardo atteso da decenni, non solo per i devoti della Madonna di Pompei, ma per quanti ne riconoscono l’opera caritativa e spirituale.

Bartolo Longo, dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza a Napoli nel 1863, visse un periodo di profonda crisi spirituale, durante il quale si avvicinò a pratiche esoteriche. Tuttavia, grazie all’incontro con padre Alberto Radente e alla conversione al cattolicesimo, intraprese un percorso di fede che lo portò a dedicare la sua vita alla diffusione del culto mariano. Nel 1875, su suggerimento del sacerdote, si recò nella Valle di Pompei, un’area all’epoca degradata e abbandonata, dove iniziò a promuovere la devozione alla Madonna del Rosario. Fu proprio in quel contesto che fece erigere una piccola chiesa, destinata a diventare il celebre Santuario di Pompei, oggi meta di milioni di pellegrini ogni anno.

La sua opera non si limitò alla costruzione del santuario. Bartolo Longo, infatti, fondò anche numerose istituzioni caritative, tra cui orfanotrofi, scuole e ospedali, rivolte soprattutto ai più bisognosi. La sua visione, che univa spiritualità e impegno sociale, lo rese un precursore di quella “Chiesa in uscita” di cui Papa Francesco è oggi uno dei principali sostenitori. Monsignor Tommaso Caputo, arcivescovo pontificio del Santuario di Pompei, ha sottolineato come la modernità di Longo risieda proprio nella sua capacità di coniugare fede e azione, anticipando temi che sarebbero diventati centrali nel dibattito ecclesiale contemporaneo.

La notizia della canonizzazione è stata accolta con grande entusiasmo a Pompei, dove le campane del santuario hanno suonato a festa. Per i devoti, si tratta di un riconoscimento che conferma il valore universale del messaggio di Bartolo Longo, la cui vita è stata segnata da una dedizione totale agli altri e da una fede incrollabile. La sua storia, del resto, è anche quella di una rinascita: da giovane avvocato in crisi esistenziale a fondatore di un’opera che ha trasformato un territorio desolato in un centro di spiritualità e solidarietà.

Parallelamente alla canonizzazione di Longo, procede anche l’iter per la beatificazione di Salvo D’Acquisto, vicebrigadiere dei Carabinieri eroe della Seconda Guerra Mondiale. Sebbene i due percorsi siano distinti, entrambi rappresentano figure emblematiche della Campania e del Sud Italia, accomunate da un profondo senso del dovere e da una fede vissuta in modo concreto. Per D’Acquisto, mancherebbe solo il riconoscimento di un miracolo per completare il processo di beatificazione.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.