Juventus, le porte aperte di Spalletti e quel citofono che non suona: Vlahovic, che si fa?
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Redazione Sport
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La Juventus e Dusan Vlahovic potrebbero vedere le proprie strade incrociarsi nuovamente, dopo che il contratto dell'attaccante serbo è ufficialmente scaduto in data 30 giugno 2026. Le trattative per il possibile prolungamento sono state lunghe, piene di alti e bassi, ma mai giunte a una fumata bianca: complici le alte richieste dell'ex Fiorentina che ha sempre richiesto una determinata cifra per andare a proseguire il proprio rapporto lavorativo con la società bianconera.
Cifra che la Vecchia Signora non ha mai preso in considerazione di proporre all'entourage del classe 2000, sebbene le parole del tecnico bianconero Luciano Spalletti sembrino ora riaccendere quel barlume di speranza in quella parte dell'ambiente che ripartirebbe nuovamente da Vlahovic e lo porrebbe al centro del progetto tecnico e del reparto offensivo del club piemontese.
La prima volta di Spalletti e l'obiettivo Champions
A 55 giorni dal pareggio nel derby contro il Toro che ha chiuso un campionato da flop al sesto posto e senza qualificazione alla Champions League, la Juventus di Luciano Spalletti è pronta a tornare in campo. Lo farà sabato 18 luglio, alle 15.30 (diretta gratuita su juventus.com), nella prima amichevole dell’estate 2026: si gioca a Basilea contro gli svizzeri guidati dall’ex Lichtsteiner, sarà subito un test di livello contro la quinta forza dell’ultima Super League.
Alla vigilia della prima amichevole della nuova stagione, l'allenatore bianconero traccia il primo bilancio sommario estivo e fissa l'obiettivo Champions, mostrandosi realista riguardo alle ambizioni di vertice: "Siamo lontani dallo scudetto, ma in corsa per la Champions".
Il messaggio cifrato di Spalletti
Il messaggio di Spalletti a Vlahovic, nella prima conferenza della stagione, è più efficace di una chiamata. Secondo quanto riferito dall’allenatore, dopo la fine del campionato non ci sono stati più contatti, "ma lui sa quello che penso". Lucio apprezza Dusan e lo ritiene il centravanti ideale per il suo gioco, ma "ci sono anche gli aspetti economici che non spettano a me". L’intesa con il club è lontana, ad ora quasi impossibile: il giocatore chiede troppo, e la società non sembra intenzionata a fare passi indietro.
Il nodo ingaggio e la concorrenza turca
Il nodo della questione restano sicuramente le richieste economiche dell'attaccante. Per rinnovare con la Juventus, Vlahovic aveva accettato di abbassare le proprie pretese arrivando a chiedere 8 milioni di euro all'anno (una cifra inferiore ai 12 milioni percepiti in precedenza). I bianconeri, però, si erano spinti fino a 6 milioni di euro all'anno più bonus, cifra ritenuta insufficiente dall'attaccante.
A far saltare il banco, però, sono state le richieste sulle commissioni e sui premi alla firma, con il padre di Vlahovic che avrebbe chiesto 30 milioni di euro di commissione lorda alla firma, una cifra giudicata illogica dalla Juventus. Sullo sfondo, il Besiktas di Vincenzo Italiano, che riabbraccerebbe volentieri Vlahovic dopo la splendida parentesi passata insieme alla Fiorentina, ma che nelle ultime ore si sta muovendo su altri fronti, complici anche le trattative per altri attaccanti di livello.
"I nostri direttori hanno sempre le porte aperte degli uffici, ma per entrare bisogna citofonare". Questa frase, lapidaria e pregna di significato, fotografa lo stato dell'arte: la Juventus non andrà a cercare Vlahovic, ma se il giocatore dovesse riconsiderare le proprie richieste economiche, la porta è socchiusa. Qualora Vlahovic si convincesse ad abbassare ulteriormente le proprie pretese, ecco che potrebbe rientrare nelle alternative concrete per l'attacco della Juventus. Le porte sono aperte, ma l'attaccante serbo "deve citofonare".




