La peste suina dilaga nel nord Italia
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Redazione Interno
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La peste suina africana (PSA) continua a diffondersi rapidamente nel nord Italia, colpendo duramente gli allevamenti intensivi di maiali. Un gruppo di esperti europei ha recentemente pubblicato un rapporto allarmante dopo aver visitato diverse aziende agricole italiane, evidenziando la gravità della situazione.
Diffusione della malattia
Il primo caso di PSA in Italia è stato registrato nel 2022. Da allora, la malattia ha continuato a propagarsi, con nuovi focolai segnalati in Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna. In particolare, un recente focolaio è stato individuato a Vernate, nel Milanese, vicino al confine con la provincia di Pavia. Altri casi sono stati rilevati a Mortara, Gambolò e Besate.
Misure di contenimento
Le autorità locali stanno organizzando abbattimenti di massa per contenere la diffusione del virus. In Emilia Romagna, un caso di infezione è stato confermato il 30 luglio in un allevamento di maiali a Ponte dell’Olio, in provincia di Piacenza. Questo ha portato all'abbattimento di migliaia di esemplari, come previsto dalla normativa vigente.
Impatto sul settore agricolo
La PSA colpisce esclusivamente i suini, sia selvatici che domestici, ed è altamente contagiosa e spesso fatale per gli animali. La diffusione della malattia sta mettendo a dura prova il settore agricolo, con le associazioni agricole che chiedono misure di tutela e indennizzi per le aziende colpite.
Situazione in Alto Adige
In Alto Adige, nonostante non siano stati registrati casi di PSA, le autorità mantengono alta la guardia. Il Servizio veterinario provinciale ha distribuito opuscoli informativi per sensibilizzare gli allevatori e prevenire eventuali contagi.
La situazione resta critica e richiede un'azione coordinata e tempestiva per evitare ulteriori danni al settore suinicolo italiano.




