Como-Inter, la moviola: contatto Bastoni-Nico Paz, cosa è successo
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Redazione Sport
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La semifinale di andata della Coppa Italia tra Como e Inter, disputatasi ieri sera allo stadio Giuseppe Sinigaglia, si è conclusa con un sostanziale equilibrio che ha prodotto il risultato di zero a zero, un punteggio che lascia ovviamente aperto ogni esito in vista del ritorno previsto tra un mese e mezzo a San Siro. L’incontro, diretto dal signor Marco Di Bello della sezione di Brindisi, ha offerto spunti di discussione non tanto per la quantità di episodi da moviola, quanto piuttosto per un paio di situazioni specifiche che hanno tenuto banco nel post-partita e che meritano un’analisi più approfondita, specialmente per quanto riguarda un paio di contrasti in area di rigore. Il metro di giudizio dell’arbitro, coadiuvato al Var da Paolo Mazzoleni e da Fabio Maresca in qualità di Avar, è parso fin dai primi minuti orientato a lasciar scorrere il gioco ogni qualvolta fosse possibile, cercando di non spezzettare eccessivamente la gara con falli marginali, una propensione che ha caratterizzato l'intera direzione di gara.
Nel corso della prima frazione di gioco, la squadra di Cesc Fabregas, schierata con un vibrante modulo 4-2-3-1, ha provato a far valere la maggiore aggressività iniziale, mettendo in difficoltà la retroguardia nerazzurra guidata da Francesco Acerbi e dai suoi compagni di reparto. È stata proprio l'Inter a dover fronteggiare le trame offensive dei lariani, le quali spesso si sviluppavano attorno alla fantasia di Nico Paz. Il giovane talento argentino, schierato alle spalle dell'unica punta, è stato il principale grattacapo per la difesa ospite, e al minuto 36 ha confezionato la conclusione più pericolosa del primo tempo, una gran botta dalla distanza che il portiere spagnolo Josep Martinez è riuscito a deviare in angolo con un intervento reattivo. Su questo specifico episodio, come del resto sull'intera gestione dei falli da parte di Di Bello, le cronache locali non hanno evidenziato particolari proteste da parte dei padroni di casa, nonostante qualche interruzione per falli tattici, come quello di Hakan Calhanoglu ai danni di un avversario al minuto 34, che aveva fatto temere per un possibile giallo che però non è arrivato.
Il contatto tra Bastoni e Nico Paz, le ragioni del proseguire
Il momento più dibattuto della serata, quello che ha alimentato le discussioni tra i tifosi e gli esperti di moviola, è riconducibile a un paio di episodi che hanno visto come protagonista proprio il trequartista del Como. Al minuto 31, un lancio lungo dalle retrovie era stato controllato in area da Nico Paz con due tocchi di pregevole fattura, ma sul più bello era intervenuto tempestivamente Alessandro Bastoni, riuscendo a chiudere lo specchio e a contrastare l'avversario in scivolata. La dinamica del contatto, con il difensore che sembrava anticipare l'attaccante toccando il pallone, non ha indotto l'arbitro a concedere il calcio di rigore, scelta che non ha scatenato particolari reazioni veementi, probabilmente perché il direttore di gara si trovava in una posizione favorevole per valutare la giocata del difensore interista. Non sono mancati, inoltre, alcuni fischi dal pubblico di casa nei confronti del numero 95 nerazzurro, una reazione legata a vecchie ruggini e non certo a un episodio specifico della partita, come l'arbitro aveva già avuto modo di registrare fin dal quinto minuto.
La gestione dei cartellini e il controllo della gara
Nella ripresa, la partita ha proseguito il suo copione fatto di intensità e contrasti, con Di Bello che ha continuato a mantenere un profilo arbitrale piuttosto permissivo, sanzionando solo le infrazioni più nette senza però estrarre cartellini gialli in modo frettoloso. Una gestione, questa, che ha consentito al gioco di scorrere fluido nonostante l'importanza della posta in palio. Gli attaccanti del Como, Vojvoda e Da Cunha, hanno continuato a premere sull'acceleratore, ma le loro iniziative venivano spesso fermate per posizioni di fuorigioco, segnalate con precisione dalla terna arbitrale. Oltre al già citato episodio del mancato rigore per il contatto Paz-Bastoni, da segnalare anche un paio di interventi decisi, come quello del difensore brasiliano Diego Carlos, sanzionato per fallo al ventinovesimo, o la trattenuta di Carlos Augusto verso la fine del primo tempo. L'impressione, confermata dalle analisi post-partita, è che Di Bello abbia gestito una partita tesa e fisica senza mai perdere il controllo della situazione, lasciando giocare e intervenendo con tempismo quando necessario, coadiuvato da un sistema Var che, in questa occasione, non è stato chiamato a intervenire in modo determinante per episodi controversi da moviola. L’assenza di provvedimenti disciplinari estremi, e il fatto che nessuna delle due panchine abbia inscenato proteste clamorose, depone a favore di una direzione di gara attenta, anche se destinata comunque a lasciare qualche alone di mistero su quel contatto in area tra il difensore e l'attaccante argentino.
L'importanza del risultato in ottica qualificazione
Il punteggio di zero a zero, se da un lato premia l'organizzazione difensiva dell'Inter di Cristian Chivu, che ha retto bene nonostante le assenze pesanti come quella del capitano Lautaro Martinez, dall'altro lascia al Como la consapevolezza di aver tenuto testa alla capolista della Serie A, creando anche più di un grattacapo. I padroni di casa, forti del quinto posto in classifica e di una delle migliori difese del campionato, hanno dimostrato di poter mettere in difficoltà chiunque con il loro palleggio e la loro densità a centrocampo. In vista del ritorno, in programma per il 22 aprile al Giuseppe Meazza, tutto resta in bilico: i nerazzurri potranno contare sul fattore campo e sul rientro di qualche giocatore importante, ma i lariani di Fabregas, reduci da un percorso netto in Coppa che li ha visti eliminare anche il Napoli, hanno dimostrato di non soffrire la pressione e di sapersi adattare a qualsiasi avversario. La sensazione, al termine dei novanta minuti del Sinigaglia, è che la qualificazione alla finale dell'Olimpico si deciderà su dettagli e, chissà, forse anche su un nuovo episodio da moviola, considerando che l'andata non ha ancora detto chi sia la favorita per la vittoria finale.




