Huijsen al Real Madrid, la Juve ci rimette sessanta milioni: i perché di una svendita
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Redazione Sport
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Dean Huijsen, che la Roma aveva lanciato con convinzione sotto la gestione di Tiago Pinto, è oggi il volto di un’occasione mancata per la Juventus. La clausola rescissoria, fissata a sessanta milioni di euro quando il difensore olandese – naturalizzato spagnolo – venne ceduto in Premier League al Bournemouth, è stata attivata dal Real Madrid senza esitazioni. Una cifra che, sebbene considerevole, lascia un retrogusto amaro a Torino, dove il giovane talento era stato acquistato per appena quindici milioni.
La scelta di Cristiano Giuntoli, che ha preferito monetizzare immediatamente piuttosto che puntare sulla crescita del centrale classe 2005, appare oggi discutibile. Huijsen, del resto, aveva dimostrato fin da subito di possedere quella rara combinazione di fisicità e tecnica che pochi difensori della sua età possono vantare. Il Real Madrid, alle prese con una difesa spesso compromessa dagli infortuni, lo ha identificato come il perno ideale per il rinnovamento del reparto. E mentre i blancos preparano le visite mediche, la Juve si ritrova a fare i conti con un altro talento sfuggito di mano.
Non è la prima volta che il club bianconero, pur avendo individuato un prospetto di valore, ne sottostima il potenziale. Già a gennaio, la decisione di cederlo in prestito al Bournemouth – dove Huijsen ha confermato le attese – aveva sollevato perplessità. Ma ciò che sorprende è la mancanza di una strategia chiara: se da un lato si investe sul vivaio, dall’altro non si esita a svendere quei giocatori che, con un po’ di pazienza, potrebbero valere il doppio.
La Roma, che lo aveva portato in Italia e ne aveva intuito le doti, aveva inserito una percentuale sulla futura rivendita. Pinto, allora ds giallorosso, aveva lavorato per tempo, consapevole che il ragazzo avrebbe fatto parlare di sé. E così è stato. Adesso, mentre il Real Madrid pianifica il suo inserimento nel progetto post-Sergio Ramos, la Juve si ritrova a contare quindici milioni di utile e sessanta di rimpianti. Senza contare che, in un mercato in cui i difensori di prospetto scarseggiano, Huijsen poteva essere un jolly per il presente e per il futuro.




