Dati, processi e persone: la lezione delle 86 Pmi accompagnate da InnovAction
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Redazione Economia
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Il centro di innovazione digitale Cefriel ha pubblicato “Crescere sostenibili, crescere digitali”, un ebook che raccoglie 32 casi di innovazione nati nelle imprese accompagnate dall’European Digital Innovation Hub coordinato dal centro milanese. Il polo, che aveva ottenuto il Seal of Excellence della Commissione europea, è stato finanziato con fondi erogati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) nell’ambito del PNRR e ha operato per due anni in 15 regioni italiane.
Il quadro delle imprese coinvolte
Le 86 Pmi accompagnate hanno beneficiato di un catalogo di servizi mirati, che spaziavano dalla digitalizzazione dei processi core all’integrazione di tecnologie abilitanti come Big Data e intelligenza artificiale, fino all’innalzamento dei livelli di cybersecurity. L’approccio adottato è stato di tipo hands-on: i ricercatori dei centri coinvolti hanno lavorato fianco a fianco con i team tecnici delle aziende, partendo dall’analisi dei problemi reali e quotidiani per co-sviluppare soluzioni digitali e sostenibili capaci di generare un vantaggio competitivo immediato sul mercato.
Tra le collaborazioni nate nell’ambito del progetto figurano esperienze con realtà attive in settori eterogenei, dall’energia alla robotica, dalle costruzioni alla formazione, dimostrando come la ricerca applicata possa tradursi in soluzioni concrete per la Twin Transition delle piccole e medie imprese.
La Twin Transition come vantaggio competitivo
La Twin Transition, ovvero la capacità di unire la transizione sostenibile e quella digitale, rappresenta un tema di importanza cruciale per la competitività futura delle aziende italiane. Il modello di InnovAction si ispira al Fraunhofer tedesco e mira a diventare un punto di riferimento in Italia e in Europa su questo fronte, supportando le micro, piccole e medie imprese all’interno della rete Edih.
L’obiettivo dichiarato è quello di creare un ecosistema per la promozione e la diffusione dell’innovazione, attraverso la collaborazione e il coordinamento di centri indipendenti distribuiti sul territorio, mettendo a sistema conoscenze e competenze utili allo sviluppo economico e sociale.
Il nodo del governo dell’intelligenza artificiale
Il tema dell’adozione dell’intelligenza artificiale emerge con forza anche al di fuori del perimetro delle Pmi accompagnate. Secondo la ricerca dell’Osservatorio Purpose in Action del Polimi Graduate School of Management, giunta alla terza edizione, il 30% dei manager utilizza l’AI a supporto delle decisioni manageriali, il 27% nella pianificazione delle competenze e il 25% nella valutazione delle performance. Eppure un’impresa su quattro non ha ancora un approccio chiaro all’AI.
Per il 60% dei manager l’adozione è guidata soltanto da efficienza e riduzione dei costi, mentre solo il 13% riconosce pienamente che gli obiettivi assegnati ai sistemi siano chiaramente definiti. La diffusione della tecnologia procede quindi più rapidamente della capacità delle organizzazioni di stabilirne finalità, confini e responsabilità. Josip Kotlar, co-direttore scientifico dell’Osservatorio, ha spiegato che per le imprese italiane il Purpose non è più un problema di definizione ma di attuazione, e che l’intelligenza artificiale rende questo passaggio urgente.
Le competenze per i team ibridi
La ricerca evidenzia inoltre che le imprese non sono ancora pronte a gestire team ibridi composti da persone e sistemi di AI: solo il 9% dei manager considera la propria organizzazione pienamente pronta a guidare team in cui persone e AI lavorano insieme. Tra le competenze considerate necessarie, quelle tecniche (48%) sono seguite a brevissima distanza dal pensiero critico e dalla capacità di valutare le decisioni automatizzate (44%), quindi dalla gestione del cambiamento e dalla data literacy (42%).
Nell’era agentica, il vantaggio umano si sposta dall’esecuzione all’interpretazione e al giudizio, un passaggio che richiede un ripensamento strutturale di ruoli e responsabilità: solo il 15% delle imprese ha avviato questo tipo di cambiamento organizzativo.
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