Mercati in attesa dei dati PMI, mentre Confcommercio fotografa una fiducia in ripresa per l'Italia
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Redazione Economia
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La scena macroeconomica di questa giornata ruota attorno a una serie di pubblicazioni cruciali, che i trader osserveranno con la consueta attenzione per cercare di cogliere il polso della congiuntura globale. Gli indici PMI, ritenuti un termometro affidabile della salute manifatturiera e dei servizi, arriveranno infatti dall’Europa, con Germania e Francia a fare da apripista per il dato composito dell’area euro, e dagli Stati Uniti, dove i dati preliminari offriranno un primo spaccato del primo mese dell’anno. La presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, interverrà nel corso della giornata, un appuntamento sempre scrutato per eventuali cenni sulla futura traiettoria dei tassi d’interesse, mentre sullo sfondo continua il World Economic Forum di Davos, palcoscenico dal quale emergono spesso narrazioni in grado di influenzare il sentiment degli investitori.
Il quadro italiano: inflazione sotto controllo e Pil in revisione al rialzo
In un contesto internazionale ancora da decifrare, l’Italia sembra invece delineare un proprio percorso, come emerge dall’ultimo rapporto «Congiuntura» dell’Ufficio Studi di Confcommercio. Il documento, che ha immediatamente animato il dibattito economico, dipinge uno scenario ben più ottimista di quanto non avessero fatto, fino a poco tempo fa, molte previsioni ufficiali. L’aspetto più significativo, forse, riguarda l’inflazione, il cui tasso tendenziale stimato per gennaio si attesterebbe allo 0,7%, un dato in netto calo rispetto al dicembre precedente e che, secondo gli analisti, avrebbe "cessato di rappresentare un freno strutturale" per le decisioni di spesa di famiglie e aziende.
Una crescita prevista oltre le attese delle istituzioni
La discesa del caro-prezzi, depurato dalle componenti più volatili, sta aprendo la strada a una ripresa che il Centro Studi di Confcommercio valuta con maggior favore rispetto alle istituzioni. Le proiezioni per il Prodotto Interno Lordo nel 2026, infatti, si collocano in una forbice compresa tra lo 0,9% e l’1%, superando quindi le stime avanzate dal governo, dall’Unione Europea e dalla stessa BCE. Si tratta di una differenza non marginale, che segnala come alcuni fattori interni – primo fra tutti il recupero del potere d’acquisto delle famiglie, e di conseguenza dei consumi – stiano agendo con una forza superiore alle attese. Lo stesso rapporto prevede un’inflazione media annua all’1,2%, ben al di sotto della media dell’1,7% stimata per l’intera zona euro.
Il sentimento di imprese e cittadini in miglioramento
A sostegno di queste cifre, viene citato un generale miglioramento del clima di fiducia, un elemento psicologico che spesso precede e accompagna le fasi espansive del ciclo. Il quadro che ne risulta è dunque in netto contrasto con le narrazioni più fosche degli ultimi mesi, quelle che parlavano di rincari inarrestabili e di un aumento della povertà. La lettura di Confcommercio, se confermata dai dati duri che arriveranno nei prossimi trimestri, indicherebbe invece che l’economia nazionale sta trovando un proprio equilibrio, pur nella consapevolezza delle sfide che permangono, a cominciare dalla conclusione del ciclo degli investimenti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.




