Cyberattacchi in Italia, le Pmi nel mirino: nel 2024 boom di incidenti critici

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   La vittima preferita degli hacker in Italia è la piccola o media impresa, spesso colpita attraverso un dipendente che, senza sospetti, apre un’email infetta. Secondo l’ottava edizione del Y-Report di Yarix, unità specializzata in cybersecurity del gruppo Var (controllato da Sesa), nel 2024 il 72% degli attacchi ransomware – quelli che cifrano i dati per poi chiedere un riscatto – ha preso di mira aziende di piccole dimensioni, mentre un ulteriore 16,9% ha riguardato realtà medio-grandi. Un fenomeno in crescita esponenziale, con un aumento del 50% rispetto all’anno precedente, che conferma come il nostro paese sia ormai uno dei bersagli privilegiati della criminalità informatica.

Non tutti gli attacchi, però, seguono lo stesso schema. Accanto alle intrusioni "rumorose", che paralizzano i sistemi con richieste di denaro, si moltiplicano quelle silenziose, in cui i cybercriminali operano per mesi sottraendo informazioni sensibili senza lasciare traccia. Strategie diverse, ma ugualmente devastanti, che sfruttano vulnerabilità tecniche e, soprattutto, l’errore umano.

I numeri del rapporto Yarix, basati sull’analisi di oltre 485.000 eventi sospetti registrati dal Security Operation Center (SOC), dipingono un 2024 da record negativo. L’Italia, già quinta nella classifica dei paesi più colpiti dall’hacktivismo nel 2023, è salita al quarto posto, con gruppi filo-russi particolarmente attivi a causa del sostegno italiano all’Ucraina. Una tendenza che riflette l’aumento globale degli attacchi, sempre più sofisticati e politicamente motivati.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.