Tentata rapina a mano armata a Lavis, l'allarme di Federmoda: "Trento è in difficoltà"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un episodio di criminalità violenta, con l'uso di armi da fuoco, ha scosso ieri sera la tranquillità di Lavis, dove una banda ha preso di mira una storica gioielleria del centro. L'intervento tempestivo delle forze dell'ordine, allertate da sistemi di sicurezza efficaci, ha impedito che il colpo andasse a segno, ma l'accaduto ha riacceso un dibattito che da mesi preoccupa gli esercenti dell'intera provincia. Federmoda, l'associazione di categoria del commercio, non usa mezzi termini nel descrivere una situazione che considera ormai critica, evidenziando come il Trentino stia vivendo una fase di incremento preoccupante per certi reati predatori.

La criminalità che alza il tiro

Non si tratta più, secondo l'analisi dell'associazione, della sola microcriminalità o dei furti in appartamento, bensì di azioni sempre più audaci e pericolose. “Il livello di criminalità in Trentino mostra un incremento con picchi di furti, spaccate e rapine”, si legge in una nota, che descrive una sequela di colpi i quali, inevitabilmente, innalzano il livello di paura tra chi gestisce un'attività commerciale. Si parla apertamente di una delinquenza che “alza il tiro”, passando a sequestri e rapine con la pistola alla mano, con tutto quello che ne consegue in termini di rischio per l'incolumità delle persone, con il pericolo concreto che, in uno di questi episodi, “ci scappi il morto”. Una prospettiva che getta un'ombra lunga su un territorio tradizionalmente percepito come sicuro.

La risposta degli orafi tra allerta e prevenzione

A commentare direttamente l'episodio di Lavis è Stefano Andreis, presidente di Federpreziosi Confcommercio Trento, il quale, pur circoscrivendo il fatto, ne trae spunto per una riflessione più ampia sulla sicurezza. “La sicurezza non è solo risposta all'emergenza, ma un impegno quotidiano che si costruisce insieme”, afferma, sottolineando come la tutela debba riguardare, prima ancora dei beni materiali, le persone che ogni giorno lavorano a contatto con il pubblico. La filosofia adottata dal settore, particolarmente esposto a questo genere di attacchi, si basa su un principio chiaro: “La sicurezza si deve costruire quotidianamente”. Un approccio che, come dimostrato dalla fallita rapina di ieri, passa attraverso investimenti costanti in tecnologia e sistemi di allarme sofisticati, capaci di diventare un deterrente formidabile e di attivare rapidamente le forze dell'ordine.

Un territorio sotto pressione

La richiesta di aiuto lanciata da Federmoda, con l'esplicito messaggio “Trento è in difficoltà”, suona come un appello alle istituzioni per un potenziamento dei controlli sul territorio e delle misure di contrasto. L'episodio di Lavis, seppur risoltosi senza conseguenze gravi, funge da campanello d'allarme per una tendenza che gli operatori economici percepiscono come in crescita, costringendoli a vivere in uno stato di allerta permanente. La prevenzione, quindi, non rimane solo un compito dei singoli negozianti, che pure continueranno a fare la loro parte investendo in protezione, ma diventa una questione di sistema, che chiama in causa la capacità collettiva di preservare la sicurezza come bene comune fondamentale per la vivibilità e l'economia dell'intera provincia.

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