Sinner e Cahill verso l'addio: la telefonata che ha cambiato tutto

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il rapporto tra Jannik Sinner e Darren Cahill potrebbe concludersi dopo oltre quattro anni di collaborazione. A compromettere il legame tra il tennista italiano e il suo allenatore australiano sarebbero stati alcuni problemi di comunicazione durante il lungo stop per l'infortunio al ginocchio. La Gazzetta dello Sport descrive una separazione ormai vicina, anche se non risulta ancora formalizzato alcun addio. Il possibile divorzio arriva mentre il campione azzurro è impegnato nel recupero fisico che lo terrà lontano dalle competizioni fino al 2027.

La telefonata prima di Cincinnati e le rivelazioni di Brad Gilbert

L'episodio che avrebbe incrinato il rapporto risale ad agosto, quando Cahill si stava dirigendo all'aeroporto di Los Angeles per raggiungere il suo giocatore al Masters 1000 di Cincinnati. Una telefonata arrivata all'ultimo momento gli comunicò che Sinner non avrebbe partecipato al torneo. A raccontare il retroscena è stato Brad Gilbert, ex tennista e allenatore statunitense, amico del tecnico australiano. Secondo la sua ricostruzione, il coach non era stato precedentemente informato del problema fisico del campione e, successivamente, non sarebbe stato coinvolto nel percorso di riabilitazione. Gilbert ha spiegato di aver parlato più volte con il collega, descrivendo la frustrazione provocata dalla mancanza di aggiornamenti. Un'esclusione particolarmente delicata per un professionista che aveva contribuito direttamente alla preparazione tecnica e mentale dell'azzurro.

La collaborazione era cominciata nel giugno 2022, dopo una profonda riorganizzazione dello staff. Sinner aveva lasciato Riccardo Piatti, il tecnico che lo aveva seguito fin da giovanissimo, scegliendo Simone Vagnozzi come nuovo allenatore. Per completare il gruppo si era rivolto all'esperienza di Cahill, già protagonista delle carriere di Lleyton Hewitt, Andre Agassi e Simona Halep, tutti arrivati al vertice della classifica mondiale. L'accordo era stato raggiunto dopo una telefonata in Australia e formalizzato prima del torneo di Eastbourne. La distribuzione dei compiti prevedeva un ruolo centrale del tecnico marchigiano nel lavoro quotidiano e nella preparazione tattica, mentre l'australiano si occupava soprattutto della gestione mentale dei grandi appuntamenti.

Dal successo a Wimbledon allo stop per il ginocchio

L'ultima partita ufficiale del campione italiano risale al 12 luglio, quando ha sconfitto Alexander Zverev nella finale di Wimbledon, conquistando il quinto titolo del Grande Slam della carriera. Da quel momento il problema al ginocchio destro ha impedito il ritorno alle competizioni. Dopo aver rinunciato alla stagione nordamericana, agli US Open e ai tornei asiatici, il tennista ha annunciato il 6 ottobre la decisione di interrompere definitivamente la propria stagione. La scelta comporta anche l'assenza dalle ATP Finals di Torino, appuntamento che aveva vinto nelle due precedenti edizioni. L'obiettivo dichiarato è recuperare completamente senza compromettere la prosecuzione della carriera.

Il percorso di cura è stato affidato anche all'ortopedico Herbert Schoenhuber, mentre il programma di recupero prevede un trattamento conservativo e una successiva ripresa graduale degli allenamenti. Gilbert ha sollevato inoltre la possibilità di un intervento chirurgico nel caso in cui il dolore persistesse durante la preparazione invernale. Si tratta di uno scenario ipotetico, non di un'operazione già programmata. Sulla particolare sollecitazione fisica prodotta dal gioco dell'italiano sono intervenute anche Madison Keys e Jessica Pegula durante il podcast Player's Box. Le due tenniste statunitensi hanno osservato come gli spostamenti del campione siano eccezionali per rapidità e intensità, caratteristiche che comportano uno stress considerevole sulle articolazioni.

Il futuro della panchina e il ruolo del tecnico australiano

La separazione era stata presa in considerazione già prima dell'infortunio. Cahill aveva manifestato l'intenzione di ridurre gli impegni professionali per trascorrere più tempo con la famiglia, ma il suo allievo era riuscito a convincerlo a prolungare la collaborazione. La questione della successione non nasce dunque dalle difficoltà degli ultimi mesi: il tennista aveva già cominciato a valutare possibili alternative per la propria squadra. Il tecnico trascorre abitualmente i periodi lontano dai tornei tra la California e Brisbane, una distanza geografica che ha accompagnato anche la fase più recente del rapporto.

Il contributo dell'allenatore australiano ha coinciso con una crescita straordinaria nei risultati. Quando arrivò nello staff, Sinner occupava la tredicesima posizione mondiale; successivamente ha trascorso 93 settimane in vetta alla classifica, conquistando anche dieci titoli Masters 1000 e due ATP Finals. Tra gli aspetti tecnici sui quali Cahill aveva inizialmente concentrato il proprio lavoro figuravano il miglioramento della preparazione atletica, l'aumento della percentuale di prime di servizio e l'introduzione di maggiori variazioni nel gioco. Il suo ruolo si era esteso anche alla gestione delle pressioni esterne, come durante il periodo della sospensione legata al caso Clostebol, quando aveva trascorso in Europa più tempo del consueto per seguire da vicino il giocatore.

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