Caldo record a Londra, marciapiedi a 57 gradi: le immagini termiche di Greenpeace

Caldo record a Londra, marciapiedi a 57 gradi: le immagini termiche di Greenpeace
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Londra sta vivendo un'ondata di calore senza precedenti, con temperature al suolo che hanno superato i 57 gradi in alcune delle zone più trafficate della città. Le immagini catturate con telecamere termiche, diffuse nei giorni scorsi da Greenpeace UK, ritraggono una metropoli che arranca sotto i colpi di un'afa eccezionale, trasformando marciapiedi e piazze in vere e proprie piastre bollenti.

I dati raccolti dagli attivisti raccontano di una capitale britannica messa a dura prova, dove il manto stradale e le superfici in asfalto restituiscono un calore che rende la vita all'aperto quasi insostenibile.

Piccadilly Circus e Oxford Circus sotto la lente della termocamera

Le rilevazioni, effettuate nel cuore pulsante dello shopping e del turismo londinese, parlano chiaro: a Piccadilly Circus e Oxford Circus il termometro al suolo ha toccato i 56 gradi, mentre su Regent Street, poco più in là, la colonnina di mercurio è salita fino a 57. Un dato che fa impressione se rapportato alla temperatura dell'aria, ferma intorno ai 35 gradi, valore già di per sé elevato per i canoni del Regno Unito.

L'uso delle termocamere, in questo contesto, permette di visualizzare l'invisibile, restituendo l'immagine di una città che accumula e restituisce il calore in maniera massiccia, amplificando gli effetti di quella che i meteorologi definiscono una delle ondate di caldo più intense degli ultimi anni.

In tutta l'area centrale della City, le persone immortalate nei video camminano con passo affrettato, cercando di ridurre al minimo il contatto con un suolo che sembra emanare vapore, mentre i cantieri edili e le aree gioco per bambini mostrano picchi di temperatura che mettono in allarme gli esperti di salute pubblica.

Ondata di caldo e allerta rossa del Met Office

La situazione, per la Gran Bretagna, è destinata a peggiorare nei prossimi giorni, con il Met Office che ha già diramato un'allerta rossa per caldo estremo su Londra e su gran parte del Paese, prevedendo che i termometri possano raggiungere quota 38 gradi entro la fine della settimana. Un evento, questo, che spinge il governo e le autorità locali a riattivare i piani di emergenza per la protezione delle fasce più vulnerabili della popolazione, dagli anziani ai senza dimora, mentre le infrastrutture cominciano a mostrare i primi segni di cedimento.

Le immagini di Greenpeace, in questo senso, non sono solo un documento fotografico, ma rappresentano anche un campanello d'allarme che restituisce con evidenza scientifica la trasformazione di una metropoli, abituata a piogge e temperature miti, in un ambiente ostile e surriscaldato, dove il disagio fisico si somma alla preoccupazione per un futuro climatico sempre più incerto.

Superfici roventi e il trucco della stagnola per rinfrescare le case

Mentre all'esterno le temperature al suolo raggiungono livelli critici, all'interno delle abitazioni inglesi si cerca di trovare soluzioni fai-da-te per contrastare l'afa. Tra i suggerimenti virali spuntati sui social network c'è anche quello di applicare della carta stagnola sui vetri delle finestre, un espediente che promette di respingere i raggi solari e di mantenere gli ambienti più freschi.

Una pratica che, sebbene efficace in teoria, solleva non pochi dubbi tra gli esperti, i quali mettono in guardia dai possibili danni alla struttura degli infissi e dalla reale efficacia del metodo in contesti urbani già surriscaldati, dove il calore penetra anche attraverso pareti e tetti. In ogni caso, la diffusione di questi consigli casalinghi testimonia il disagio diffuso tra i cittadini, costretti a fare i conti con un clima che sembra aver preso una piega inedita, mettendo a dura prova persino un Paese storicamente preparato ad affrontare il freddo e l'umidità più che il caldo torrido.

Le immagini termiche diffuse da Greenpeace confermano, insomma, che il problema non è solo l'aria che respiriamo, ma anche e soprattutto il calore accumulato dalle superfici artificiali, capaci di restituire energia per molte ore dopo il tramonto. Un fenomeno, questo, che trasforma le notti londinesi in momenti di soffocante afa, senza tregua per chi cerca di riposare dopo una giornata passata a camminare su marciapiedi bollenti.

L'attenzione ora resta puntata sulle prossime ore, con il Met Office che non esclude il raggiungimento di nuovi record storici per il mese di giugno, mentre i cittadini e le istituzioni si preparano ad affrontare quella che si preannuncia come la più lunga e intensa ondata di calore mai registrata in questa parte d'Europa.

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