Borsa Milano in calo dello 0,2% tra dati Usa e Wall Street

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La Borsa Milano chiude in lieve calo dello 0,2%, in una giornata segnata dai nuovi dati sul mercato del lavoro statunitense e da un avvio prudente e contrastato di Wall Street. Piazza Affari si muove così in un contesto europeo privo di una direzione netta, con gli investitori concentrati sulle indicazioni provenienti dall'economia americana e sulle possibili conseguenze per le prossime decisioni delle banche centrali. Tra i titoli del listino milanese risultano deboli Eni e Ferrari, mentre si mettono in evidenza Stm, Buzzi e Prysmian. Sul mercato obbligazionario, lo spread resta fermo a 81 punti base, confermando un quadro sostanzialmente stabile sul fronte del differenziale.

Borsa Milano e listini europei senza una direzione netta

La seduta delle Borse europee procede con variazioni contenute e andamenti contrastati, riflettendo un atteggiamento prudente degli operatori. A Milano il Ftse Mib registra una flessione dello 0,2%, mentre Parigi si mantiene sulla parità e Francoforte mostra un rialzo dello 0,5%. Anche Londra si muove in linea con il clima debole che caratterizza parte dei mercati europei. Wall Street, nel frattempo, parte contrastata, aggiungendo un ulteriore elemento di incertezza a una giornata nella quale gli investitori cercano indicazioni soprattutto dai dati economici e dalle prospettive delle politiche monetarie.

Nel corso della seduta il Ftse Mib aveva mostrato un andamento leggermente più debole, con una flessione dello 0,3% a metà giornata. Le Borse europee erano arrivate a quell'appuntamento senza una tendenza comune, mentre l'attenzione restava rivolta alla pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro degli Stati Uniti. Le informazioni sull'occupazione americana sono considerate un elemento in grado di fornire indicazioni sullo stato di salute dell'economia statunitense e sullo spazio di manovra a disposizione della Federal Reserve per quanto riguarda i tassi di interesse. Il mercato azionario europeo resta quindi poco mosso, in attesa di segnali più definiti.

Dati Usa ed Eurozona al centro dell'attenzione dei mercati

Il quadro macroeconomico contribuisce alla prudenza dei listini. Nell'Eurozona, le vendite al dettaglio sono diminuite dello 0,6% su base mensile a luglio, dopo l'aumento dello 0,2% registrato a giugno, secondo i dati pubblicati da Eurostat. Il dato si inserisce in una seduta durante la quale gli operatori seguono contemporaneamente le indicazioni provenienti dagli Stati Uniti e quelle relative all'economia europea. L'attenzione sul mercato del lavoro Usa deriva anche dal possibile impatto delle nuove informazioni sulle scelte della Federal Reserve, mentre in Europa resta alta l'attesa per le prossime decisioni delle banche centrali.

Gli investitori mantengono inoltre un atteggiamento prudente mentre monitorano l'evoluzione del contesto geopolitico internazionale. Petrolio e gas naturale risultano in ribasso, pur mantenendosi su livelli elevati. Per il petrolio pesa una situazione nella quale lo Stretto di Hormuz resta navigabile solo in parte, con la marina statunitense che continua a garantire il passaggio di una parte delle petroliere attraverso il corridoio meridionale nelle acque dell'Oman. Sul gas, invece, l'attenzione riguarda l'obiettivo del 90% degli stoccaggi entro settembre in Europa, indicato come impossibile da raggiungere nel quadro descritto dalla seduta.

Eni e Ferrari deboli, salgono Stm, Buzzi e Prysmian

All'interno di Piazza Affari, la lieve flessione dell'indice principale convive con movimenti differenti tra i singoli titoli. Eni e Ferrari figurano tra i valori più deboli, mentre Stm, Buzzi e Prysmian registrano un andamento positivo. Prysmian era già risultata in evidenza durante una fase della giornata caratterizzata da un azionario europeo poco mosso e dall'attesa per le banche centrali. La selettività tra i titoli conferma l'assenza di una tendenza uniforme anche sul mercato milanese, dove il Ftse Mib resta comunque vicino alla parità e limita il ribasso allo 0,2%.

Il differenziale tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi rimane intanto fermo a 81 punti base. Il dato accompagna una giornata nella quale i mercati azionari europei hanno reagito con cautela alle indicazioni macroeconomiche, all'avvio incerto di Wall Street e alle attese sulle politiche monetarie. Piazza Affari termina così con una variazione contenuta, mentre sullo sfondo restano i dati statunitensi, le vendite al dettaglio dell'Eurozona, l'andamento delle materie prime e il confronto tra titoli deboli e valori in rialzo all'interno del principale indice milanese.

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