Usa, lavoro fermo, Wall Street in altalena

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Negli Stati Uniti, il mercato del lavoro ha subito una battuta d'arresto a ottobre, con la creazione di soli 12 mila nuovi posti di lavoro, un dato ben al di sotto delle aspettative. Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 4,1%, ma il rallentamento è stato influenzato da diversi fattori, tra cui gli scioperi, in particolare quello al colosso aerospaziale Boeing, e i due uragani, Helene e Milton, che hanno colpito il paese.

La volatilità dei mercati finanziari ha caratterizzato le ultime giornate a Wall Street, con i titoli di alcuni pesi massimi del Big Tech, come Microsoft e Meta, che hanno subito forti oscillazioni. Questi movimenti sono stati in parte determinati dalle aspettative riguardo alla corsa all'intelligenza artificiale, un settore in rapida evoluzione che sta attirando ingenti investimenti e suscitando grande interesse.

Il presidente Joe Biden ha cercato di rassicurare l'elettorato, affermando che la crescita dei posti di lavoro rimbalzerà a novembre e sottolineando che l'economia americana rimane forte, con 16 milioni di posti di lavoro creati dall'inizio del suo mandato. Tuttavia, il rallentamento di ottobre ha fornito un'opportunità alla campagna elettorale di Donald Trump per criticare l'amministrazione attuale, definendo i dati una "catastrofe" e accusando la vicepresidente Kamala Harris di aver rovinato l'economia.

Nel frattempo, il Dipartimento di Giustizia dell'Arizona ha aperto un'indagine per stabilire se l'attacco verbale di Donald Trump contro Liz Cheney, in cui ha affermato che "le devono puntare i fucili addosso", costituisca una minaccia di morte.

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