Borse europee in tono minore, Milano rimonta con Campari
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Redazione Economia
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La Banca centrale europea, come ampiamente pronosticato dagli analisti, ha mantenuto inalterati i tassi di riferimento, una decisione che, sebbene attesa, non è riuscita a imprimere una svolta positiva all’umore dei listini europei, i quali hanno chiuso una seduta caratterizzata da una generale debolezza. Christine Lagarde, nel corso della consueta conferenza stampa, ha ribadito la volontà dell’istituto di Francoforte di perseverare in un approccio strettamente "data dependent", legando cioè le future mosse di politica monetaria all’evolversi dei dati macroeconomici; ha altresì sottolineato, fornendo una chiave di lettura non allarmista, come non sussistano al momento elementi di particolare preoccupazione per la crescita, suffragata da un incremento del Pil dell’area euro dello 0,2% nel trimestre conclusosi. Le sue parole, tuttavia, non hanno sortito l’effetto di smuovere gli investitori da una palpabile attesa, che ha tenuto sotto pressione i principali indici del Vecchio Continente per gran parte della giornata.
Il rimbalzo sul finale di Piazza Affari
In questo contesto di generale appiattimento, la borsa di Milano è riuscita a compiere un parziale recupero nelle ultime battute, limitando le perdite e concludendo con un calo dello 0,09%, un risultato che, seppur di segno negativo, si distingue per la tenacia mostrata. A trainare il rimbalzo del Ftse Mib è stata in particolare una vivace fiammata sul titolo Campari, che ha guadagnato oltre l’11% in seguito alla pubblicazione dei conti trimestrali, attirando su di sé consistenti acquisti. Accanto al gruppo degli aperitivi, ha messo a segno una performance positiva anche Italgas, che ha chiuso in rialzo di quasi il 5%, mentre si sono registrate delle cessioni di minor entità su altri comparti, con degli scambi che hanno interessato in misura variabile molti settori.
Il contrappeso delle delusioni e il quadro d'Oltreoceano
A fare da contraltare agli exploit di Borsa, non sono mancate le delusioni, che hanno impedito al listino di spingersi in territorio positivo. Un tonfo particolarmente significativo ha coinvolto Stellantis, la cui quotazione è arretrata di quasi il 9% dopo la divulgazione dei risultati finanziari, un dato che ha evidentemente deluso le attese del mercato. A pesare sull’indice milanese hanno contribuito inoltre le prese di beneficio su Prysmian, un titolo che aveva accumulato apprezzamenti consistenti nelle sedute precedenti e sul quale molti operatori hanno scelto di realizzare il profitto. Oltreoceano, intanto, l’andamento di Wall Street si presentava contrastato, con l’S&P 500 che segnava un calo dello 0,40%, aggiungendo un ulteriore elemento di cautela al quadro finanziario globale, mentre le valute e le materie prime mostravano movimenti contenuti.
Uno sguardo d'insieme sul Vecchio Continente
La chiusura delle altre piazze europee ha confermato un clima di diffusa incertezza. Francoforte ha terminato la giornata in lieve ribasso, allineandosi a Milano, mentre Parigi ha registrato un calo più marcato, attestandosi su una perdita dello 0,5%. Londra, da parte sua, è riuscita a galleggiare sulla parità, evitando di scivolare in territorio negativo ma senza mostrare una reale spinta al rialzo. La mancanza di una direzione precisa, in definitiva, sembra riflettere l’attesa per nuovi e più solidi segnali economici, sui quali la Bce ha dichiarato di voler fondare le sue prossime decisioni, lasciando gli investitori in una fase di osservazione che limita gli entusiasmi e contiene i volumi degli scambi.




