Buffon e il ricordo di Calciopoli
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Redazione Sport
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Gianluigi Buffon, considerato da molti il più forte portiere della storia del calcio mondiale, ha legato indissolubilmente il suo nome alla Juventus, squadra della quale è stato trascinatore e bandiera per diciannove stagioni complessive. In un'intervista a 'Juventibus', Buffon ha ricordato il periodo di Calciopoli, un momento cruciale e doloroso della sua carriera, durante il quale la Juventus fu retrocessa in Serie B. Buffon, all'epoca ventottenne, decise di rimanere con la squadra, nonostante le difficoltà e le incertezze, dimostrando una fedeltà e un attaccamento ai colori bianconeri che pochi altri giocatori avrebbero avuto.
Buffon ha raccontato di come, al momento dell'annuncio della sua volontà di rimanere, i suoi compagni lo guardarono con occhi sgranati, increduli di fronte a una scelta così coraggiosa. In quell'annata unica e irripetibile, la Juventus disputò la Serie B, e alcuni dei suoi big vennero ceduti. Tuttavia, tre campioni del mondo, tra cui Del Piero, Camoranesi e lo stesso Buffon, giurarono fedeltà alla squadra, contribuendo a riportarla in Serie A.
Durante l'intervista, Buffon ha anche parlato delle leggende metropolitane che circolavano sulla Juventus in quel periodo, affermando che tali voci gli fecero molto male. Ha sottolineato come, nonostante le difficoltà e le umiliazioni subite, la squadra riuscì a dimostrare sul campo la propria forza e determinazione. Buffon ha inoltre menzionato il nuovo progetto tecnico della Juventus di Thiago Motta, evidenziando la necessità di accentrare la leadership verso il gioco e l'allenatore.
L'ex portiere della Juventus e della Nazionale ha infine riflettuto sulla sua carriera, ripercorrendo con occhi più maturi il percorso di vita che lo ha portato a fare determinate scelte ed errori.




