Alluvione in Emilia-Romagna, evacuazioni e volontari in azione
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Redazione Interno
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In Emilia-Romagna, i territori colpiti dall'alluvione continuano a essere teatro di operazioni di soccorso e rimozione di rifiuti e detriti. Le colonne mobili, impegnate in aiuto ai Comuni, vedono la partecipazione di circa 900 volontari, che lavorano incessantemente per ripristinare la normalità. Gli evacuati, inizialmente circa 2000, sono in calo in tutte le province, ma l'attenzione resta alta soprattutto nelle province di Parma e Reggio Emilia, dove l'acqua persiste ancora in molte aree, e nel Ferrarese.
Il nubifragio che ha colpito tra Reno e Samoggia, nella notte di sabato, non ha risparmiato nulla e nessuno: scuole, chiese, strade, palestre, argini, ponti, stazioni, aziende e caserme sono stati danneggiati. Centinaia di famiglie, da giorni, spalano fango e trasportano in strada oggetti e ricordi trasformati in masserizie. A Valsamoggia, nel Bolognese, la situazione è particolarmente critica, con intere aree sott'acqua.
A Budrio, l'acqua dell'Idice ha invaso il centro storico per la quarta volta. L'ultima alluvione risale a meno di un mese fa, il 17 settembre, quando l'Idice aveva nuovamente sfondato gli argini. Episodi simili si erano già verificati nel maggio 2023, con il crollo del ponte della Motta, e nel 2019, a pochi mesi dalla pandemia.
A Bologna, gli "angeli del fango" sono ancora in azione: cittadini e soccorritori spalano acqua e fango dalle strade dopo l'ondata di maltempo del weekend, che ha provocato anche una vittima.




