Un esame del sangue low cost per individuare tumori e malattie: la svolta di MethylScan

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Ogni giorno, all’interno del nostro organismo, muoiono tra i 50 e i 70 miliardi di cellule, un processo fisiologico che, lungi dall’essere un mero dato statistico, rilascia nel flusso sanguigno frammenti di Dna carichi di informazioni preziose. Quei frammenti – e questo è il punto nodale della scoperta – portano con sé una firma molecolare capace di raccontare lo stato di salute di ciascun organo, compresi quelli colpiti da patologie anche gravi. È proprio su questo principio che si fonda MethylScan, il nuovo test ematico sviluppato dai ricercatori dell’Università della California di Los Angeles (UCLA), un dispositivo che promette di rivoluzionare la diagnosi precoce grazie a un approccio simultaneo, economico e sistematico.

Come funziona l’analisi dei frammenti di Dna circolanti

A differenza degli esami tradizionali, spesso mirati a un singolo sospetto clinico, MethylScan si propone di leggere in parallelo molteplici segnali patologici. Lo studio, pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences”, descrive la capacità del test di individuare, con un solo prelievo, diversi tipi di tumore, malattie epatiche e anomalie di vari organi. I ricercatori dell’UCLA, guidati dalla professoressa Jasmine Zhou – autrice senior dello studio e docente di Patologia e Medicina di laboratorio presso l’Ucla Health Jonsson Comprehensive Cancer Center – hanno messo a punto una tecnologia che analizza i frammenti di Dna circolanti senza necessità di biopsie invasive o ripetute sessioni di imaging.

Un costo accessibile e una prima sperimentazione su larga scala

Il test è stato sperimentato finora su oltre mille persone, e i risultati preliminari appaiono promettenti. Ma l’elemento che lo rende potenzialmente dirompente, oltre all’accuratezza, è il prezzo: circa venti dollari a esame, una cifra che lo colloca in una fascia decisamente accessibile se paragonata ai costi elevati delle attuali procedure diagnostiche combinate. “La diagnosi precoce è fondamentale – ha spiegato Zhou – perché i tassi di sopravvivenza crescono in modo esponenziale quando i tumori vengono intercettati prima che abbiano la possibilità di diffondersi ad altri distretti dell’organismo”.

L’impatto sulla pratica clinica e la ricerca in corso

MethylScan, al momento, non sostituisce gli esami tradizionali ma si candida a diventare uno strumento di screening di primo livello, capace di orientare successivi approfondimenti solo laddove necessario. La tecnologia alla base del test – che sfrutta modifiche epigenetiche del Dna – permette di risalire all’organo di origine dei frammenti anomali, riducendo così i tempi di diagnosi e, potenzialmente, anche l’ansia da attesa per i pazienti. La pubblicazione su una rivista scientifica di alto profilo come la “PNAS” garantisce, peraltro, che il metodo sia stato sottoposto a un rigoroso processo di revisione paritaria, anche se serviranno ulteriori studi per validarlo su popolazioni più ampie e diversificate. Per ora, i ricercatori dell’UCLA continuano a raccogliere dati, affinando l’algoritmo che interpreta i segnali del sangue: un lavoro silenzioso, fatto di laboratori e numeri, che potrebbe presto tradursi in una pratica clinica diffusa.

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