Billy Elliot, a 26 anni dal film: che fine ha fatto Jamie Bell

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La domanda, ciclicamente, torna a farsi strada tra il pubblico ogni volta che il film viene riproposto in televisione. A 26 anni dall'uscita nelle sale, e con il passare del tempo che trasforma i ricordi in simboli, molti spettatori si chiedono che fine abbia fatto il piccolo protagonista di "Billy Elliot". La pellicola, che questa sera torna in programmazione su Italia 1, rappresenta ancora oggi uno dei film di formazione più amati della storia del cinema, e l'immagine di quel ragazzino che danzava a piedi nudi in una palestra di provincia è rimasta impressa nell'immaginario collettivo.

Quel ragazzino si chiama Jamie Bell, all'anagrafe Andrew James Matfin Bell, e la sua storia non si è certo fermata ai titoli di coda del film che lo rese celebre. Nato il 14 marzo 1986 a Billingham, in Inghilterra, Bell proveniva da una famiglia in cui la danza era di casa: sua nonna, sua madre, sua sorella e sua zia erano tutte ballerine professioniste, un ambiente che lo portò a iniziare a studiare danza all'età di sei anni, prediligendo in particolare il tip tap.

Fu proprio questa sua preparazione a fare la differenza quando, a quattordici anni, si presentò ai provini per il film diretto da Stephen Daldry. Dopo sette audizioni e una selezione che coinvolse oltre duemila candidati, Bell ottenne la parte che avrebbe cambiato per sempre la sua vita.

Il debutto e il successo immediato

L'interpretazione di Billy Elliot, il figlio di un minatore che sfida i pregiudizi della sua comunità per inseguire il sogno della danza classica, fu un vero e proprio fenomeno. Il film, ambientato durante il grande sciopero dei minatori britannici del 1984-1985, divenne un culto universale. Per Jamie Bell, quello che era solo il suo debutto cinematografico si trasformò immediatamente in un trionfo di critica e pubblico.

Nel 2001, all'età di quattordici anni, vinse il BAFTA come miglior attore protagonista, un'impresa straordinaria che lo rese uno dei vincitori più giovani di sempre in quella categoria, superando in quell'occasione attori del calibro di Russell Crowe, Tom Hanks e Geoffrey Rush.

Una carriera tra blockbuster e cinema d'autore

A differenza di molti altri enfant prodige del cinema, Bell è riuscito a non rimanere imprigionato nel ruolo che lo aveva reso famoso. La sua carriera post-Billy Elliot è stata costellata da una serie di scelte eclettiche che gli hanno permesso di lavorare con alcuni dei più grandi registi del mondo. Ha recitato in "King Kong" per Peter Jackson, in "Flags of Our Fathers" per Clint Eastwood e ha prestato il volto e la voce al celebre reporter nel film "Le avventure di Tintin - Il segreto dell'Unicorno" per Steven Spielberg.

Ha inoltre partecipato a produzioni di nicchia come "Nymphomaniac" di Lars von Trier, "Snowpiercer" di Bong Joon-ho e "Rocketman", dove ha interpretato il paroliere Bernie Taupin. Nel 2023 è stato tra i protagonisti del pluripremiato film britannico "All of Us Strangers", mentre nel corso del 2026 è atteso in nuove produzioni come il film "Rosebush Pruning" e la serie "Half Man".

Il flop che gli ha cambiato la vita

Tra i tanti capitoli della sua filmografia, c'è un film che, nonostante il fallimento, ha avuto un impatto fondamentale sulla sua vita privata. Nel 2015, Jamie Bell interpretò Ben Grimm, la Cosa, nel reboot dei "Fantastici Quattro". Il film fu accolto malissimo da critica e pubblico, venendo considerato uno dei più grandi insuccessi della sua carriera. Tuttavia, fu proprio sul set di questo colossal a lui caro che Bell conobbe l'attrice Kate Mara, che interpretava Susan Storm. I due hanno iniziato una relazione, si sono sposati nel 2017 e oggi hanno due figli.

Dopo il matrimonio con Kate Mara, durato dal 2012 al 2014, il suo precedente legame con l'attrice Evan Rachel Wood, con cui aveva avuto un figlio nel 2013, si è ormai concluso da tempo. Oggi Jamie Bell continua a lavorare con regolarità tra cinema e televisione, dimostrando che l'ombra di Billy Elliot, per quanto lunga, non ha mai davvero impedito a un attore di talento di crescere e di reinventarsi.

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