Como-Napoli, la vigilia tra sogni europei e la necessità di blindare il secondo posto
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Redazione Sport
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La 35esima giornata di Serie A, che potrebbe regalare all’Inter la matematica certezza del titolo -5, porta in scena al Sinigaglia un confronto dal fascino antico ma dalle motivazioni modernissime: il Como di Cesc Fabregas ospita il Napoli di Antonio Conte in un match che, al di là del risultato altrui, vale una fetta consistente del futuro prossimo di entrambe le società.
Per i padroni di casa, quello di sabato 2 maggio alle ore 18:00 -4-10 non è solo l’ennesima partita di un campionato sorprendente. La truppa lariana, reduce dall’amaro boccone della sconfitta in semifinale di Coppa Italia contro l’Inter, ha prontamente rialzato la testa imponendosi con un secco 0-2 sul campo del Genoa, dimostrando quella resilienza che finora ha contraddistinto il suo percorso. Un successo sugli azzurri, combinato con un eventuale passo falso dell’Atalanta contro il Genoa, regalerebbe agli uomini di Fabregas un traguardo storico: la qualificazione aritmetica almeno alla Conference League. Un’impresa che, solo dodici mesi fa, appariva utopistica per una neopromossa.
Fabregas, dal canto suo, può contare su una rosa quasi al completo per tentare l’assalto all’Europa che conta. La nota ufficiale diramata dal club parla chiaro: l’unico assente è il lungodegente Jayden Addai, fermo ai box da tempo e ormai fuori dai radar della convocazione. Per il resto, lo spagnolo ha a disposizione l’intera batteria dei big, pronti a sfidare la corazzata di Conte. Tra i pali la fiducia è riposta in Butez, protetto da un reparto difensivo dove il ballottaggio principale riguarda le corsie laterali e il centro della retroguardia, con Smolcic e Kempf che partono in vantaggio rispetto a Van der Brempt e Diego Carlos. A centrocampo, la lucidità di Sergi Roberto e la fantasia di Nico Paz – nonostante un recente colpo rimediato in testa che ne aveva messo in dubbio la presenza – rappresentano le chiavi di volta per innescare le punte.
La pressione azzurra e i ballottaggi decisivi
Dall’altra parte della barricata, il Napoli scende in Lombardia con una pressione psicologica diversa ma altrettanto intensa. Se per i lariani parlare di Champions è un sogno, per gli azzurri è diventata una necessità aritmetica. Attualmente secondi con 69 punti, gli uomini di Conte hanno un margine di soli due lunghezze sul Milan (67) e sono chiamati a consolidare la piazza d’onore, un piazzamento che varrebbe l’accesso diretto alla massima competizione europea. Un eventuale scivolone a Como, in concomitanza con una vittoria rossonera sul Sassuolo, riaprirebbe scenari di lotta serrata fino all’ultimo respiro.
Dal punto di vista tattico, la partita si preannuncia come un crocevia di stili. Mentre Fabregas predica un calcio propositivo e di costruzione dal basso, Conte affiderà le proprie certezze alla solidità del suo 3-4-2-1, che nelle ultime uscite ha ritrovato smalto e solidità. Il tecnico pugliese, che riabbraccia il suo ex allievo del Chelsea (Fabregas) in un duello che sa di déjà vu, dovrà gestire un organico che tra infortuni e turnover ha subito alti e bassi, ma che nell’ultimo turno ha liquidato la Cremonese con un perentorio 4. L’attenzione sarà tutta sulla capacità del centrocampo di sopperire alle assenze e di mettere in difficoltà le maglie larghe dei padroni di casa.
I convocati e il valore della profondità delle rose
Analizzando l’elenco dei calciatori che Fabregas ha messo a disposizione, emerge chiaramente il progetto ambizioso del club transalpino. Un parco giocatori lunghissimo, dove spiccano nomi come Morata e Douvikas in attacco, supportati dagli esterni Diao e Jesus Rodriguez, senza dimenticare la sostanza di Caqueret e Perrone a centrocampo. L’unico neo, lo ripetiamo, è l’assenza del giovane Addai, ma la profondità della rosa sembra tale da assorbire il colpo senza traumi.
Dal punto di vista mediatico e degli orari, la sfida è stata blindata per il sabato pomeriggio. Sarà trasmessa in esclusiva da DAZN -4, con la diretta che scatterà puntuale alle 18:00 dal Giuseppe Sinigaglia. Sarà interessante osservare la gestione arbitrale affidata a Fabbri, la cui direzione di gara potrebbe influenzare i ritmi di una partita che si preannuncia nervosa e spezzettata, data la posta in palio. La differenza, alla fine, potrebbe giocarsi proprio su quegli episodi al limite dell’area che una difesa, sia quella rimaneggiata del Como che quella rocciosa del Napoli, dovrà imparare a governare senza sbavature.




