Massimiliano Allegri prova a blindare il Milan in vista del Parma, tra recuperi importanti e la necessità di archiviare le polemiche

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nel quartier generale di Milanello, alla vigilia della ventiseiesima giornata di Serie A che domani alle 18 vedrà i rossoneri opposti al Parma a San Siro, Massimiliano Allegri ha cercato di tracciare una linea di demarcazione netta tra il recente passato, costellato da tensioni e nervosismi, e un futuro immediato che impone concretezza e punti pesanti in classifica -5-8. L'episodio che ha scatenato il vespaio, com'è noto, è stato il faccia a faccia con Cesc Fabregas al termine del pareggio con il Como, un confronto verbale che è costato all'allenatore livornese l'espulsione e la conseguente squalifica, costringendolo a seguire la partita dalla tribuna -2. Eppure, in sede di conferenza, Allegri ha dribblato le domande dirette sull'argomento con la stessa disinvoltura con cui spera che i suoi attaccanti superino la retroguardia ducale. "Parlare di quello che è successo è inutile", ha tagliato corto, quasi a voler suggellare un capitolo che ritiene già chiuso, per concentrare l'attenzione esclusivamente sul campo e su un avversario, il Parma di Carlos Cuesta, descritto come organizzato e temibile, capace di vittorie prestigiose in trasferta come quelle ottenute a Verona, Lecce e Bologna -5.

L'analisi del momento, per Allegri, si sposta quindi su binari strettamente tecnici e numerici. La squadra, ha spiegato, non deve alimentare un dispendio di energie nervose che andrebbe a discapito della lucidità necessaria per affrontare un finale di stagione che si preannuncia rovente -5. Con tredici gare ancora da disputare e trentanove punti a disposizione, il tecnico ha fissato dei micro-obiettivi: il primo, più immediato, è raggiungere quota sessanta in classifica, un traguardo intermedio che consentirebbe poi di puntare con maggiore serenità all'aggancio alla zona Champions League, obiettivo dichiarato della società -5-8. E in questo percorso, la consapevolezza della superiorità altrui non viene nascosta: Allegri ha definito l'Inter la "netta favorita" per la corsa al Titolo, sottolineando come i nerazzurri stiano viaggiando a ritmi elevatissimi e come, per restare in scia, occorra prima di tutto fare il proprio dovere, sperando poi in un loro eventuale passo falso che i rossoneri dovranno essere pronti a sfruttare -2-5.

Problemi arbitrali e gestione della rosa: le parole di Allegri su Var e condizioni fisiche

L'occhio del tecnico, però, non si è fermato solo alla classifica, ma ha spaziato su temi più generali riguardanti la salute del calcio italiano e, in particolare, la gestione degli episodi arbitrali, un tasto sul quale la sua squadra ha mostrato una certa insofferenza nelle ultime uscite. Allegri ha lanciato una riflessione piuttosto articolata sull'utilizzo della prova televisiva, sostenendo che in talune situazioni oggettive il suo impiego dovrebbe essere più incisivo per evitare di lasciare spazio all'interpretazione e, quindi, alla polemica. "Sull'oggettività bisogna cercare di arrivare a non sbagliare", ha affermato, mentre sulla "soggettività" le decisioni continueranno a dividere -8. Questo discorso, seppur calato in un contesto generale, appare come una velata critica agli episodi che hanno caratterizzato la settimana rossonera, un tentativo di trasformare l'accaduto in un'opportunità di crescita collettiva piuttosto che in un pretesto per alimentare un clima di lamentela perenne -8.

Sul fronte dell'infermeria, le notizie giunte da Milanello sono confortanti e offrono ad Allegri maggiori opzioni in vista dello schieramento iniziale. Il timore di una frattura del perone per Pavlovic è stato fugato, e il difensore, sebbene con qualche limite nei controlli che fanno arrabbiare l'allenatore, è recuperabile -5-8. Anche Christian Pulisic e Rafael Leao, ha garantito il mister, stanno meglio, con l'americano in particolare apparso in netta ripresa -5-8. Una nota di merito speciale, poi, è stata riservata a Luka Modric, giocatore per il quale Allegri ha ammesso di emozionarsi quasi nel parlarne, augurandosi che il croato possa mantenere questi livelli sino al termine della stagione, un esempio e un insegnamento quotidiano per l'intero gruppo squadra -5-8. Inevitabilmente, la presenza di tutti questi elementi apre scenari interessanti per la formazione, con la possibilità di vedere in campo una coppia d'attacco composta proprio da Leao e Pulisic, o in alternativa Nkunku, in un 3-5-2 che punta sulla qualità e sulla spinta degli esterni -3-7.

L'assenza in panchina e la partita che verrà

Nonostante l'entusiasmo per i recuperi, la giornata di domani avrà un sapore agrodolce per Allegri, costretto a guardare la partita da lontano, probabilmente dalla tribuna, a causa del provvedimento del giudice sportivo. "Mi dispiace non essere in panchina", ha confessato, ma anche su questo aspetto ha evitato di aggiungere commenti o recriminazioni, ribadendo la volontà di andare oltre e di concentrarsi sul lavoro che la squadra dovrà svolgere in campo -2-8. Al suo posto, con ogni probabilità, toccherà al vice Marco Landucci dirigere le operazioni dalla panchina, seguendo le direttive di un allenatore che, seppur fisicamente distante, cercherà di trasmettere la sua idea di gioco fino all'ultimo minuto -7.

La sfida contro il Parma, dodicesimo in classifica a quota ventinove punti, rappresenta quindi un crocevia significativo per i rossoneri -1-10. Da un lato, l'opportunità di allungare ulteriormente sulle inseguitrici nella lotta per un posto nelle coppe europee che contano; dall'altro, il rischio concreto di vanificare gli sforzi fatti finora se dovesse mancare la necessaria concentrazione. Il Parma, dal canto suo, arriva a Milano forte di due successi consecutivi e con la tranquillità di una squadra che non ha particolari pressioni di classifica, un mix che spesso si rivela insidioso per le grandi -7. Allegri lo sa bene, e per questo ha chiesto ai suoi una partita "ordinata e attenta", nel rispetto di un avversario che ha già dimostrato di potersela giocare contro chiunque -5. L'ennesimo banco di prova per un Milan chiamato a dimostrare che il carattere e la solidità mostrati a tratti possono trasformarsi in una costante, al di là di chi siede in panchina o di quali polemiche agitano l'ambiente.

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