Allegri e la sua Milan pronti a blindare la Champions contro la Juventus di Spalletti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sembrava una partita come tante altre, nella routine di un campionato ormai agli sgoccioli, eppure nel mondo del calcio che conta (quello dei ricavi milionari e delle competizioni prestigiose) l’incontro di domani sera a San Siro tra Milan e Juventus rappresenta molto più di un semplice big match. La posta in palio, al di là del folklore e delle rivalità storiche, è un pezzo fondamentale della prossima Champions League. Massimiliano Allegri, che siede sulla panchina rossonera, ha cercato nella conferenza stampa della vigilia di togliere pressione alla sfida, definendola «non uno snodo» per la matematica – visto che mancano ancora sette punti per la qualificazione matematica – ma sottolineando con forza un altro concetto: la necessità di vincerla per accorciare la distanza dal secondo posto. Così, il tecnico livornese si trova a gestire un doppio binario psicologico, quello di chi deve allontanare le ansie da dentro-fuori ma non può negare l’evidenza di una classifica cortissima, con i bianconeri dell’ex (anzi, dell’attuale) Luciano Spalletti appostati a sole tre lunghezze di distanza.

Le scelte obbligate e le sorprese di formazione per il tecnico rossonero

Dalle ultime indiscrezioni provenienti da Milanello, Allegri sembra intenzionato a confermare l’impianto tattico che ha funzionato a Verona, il 3-5-2 che ha ridato solidità al reparto arretrato. Tra i pali non si discute, c’è Maignan; difesa affidata al trio composto da Tomori, Gabbia e Pavlovic, ormai una certezza più che un esperimento. La vera novità, quella che potrebbe fare la differenza sulla corsia di destra, riguarda il recupero di Saelemaekers: l’esterno belga, dopo aver rifiatato nell’ultimo turno, riprenderà il suo posto da titolare per garantire quella spinta e quella copertura che Allegri ritiene fondamentali per limitare le offensive juventine. Sull’out mancino, invece, si registra un piccolo ballottaggio: Bartesaghi parte favorito, ma Estupinan preme per una maglia, anche se l’impressione è che il tecnico possa affidarsi all’italiano per avere maggiore equilibrio. A centrocampo, la qualità di Modric si unirà alla fisicità di Rabiot e al dinamismo di Fofana, con quest’ultimo che ha avuto la meglio nelle gerarchie su Loftus-Cheek e Ricci, e la linea offensiva sarà nuovamente affidata alla coppia Leao-Pulisic, chiamata a riscattare un periodo opaco proprio nel momento più importante della stagione.

La defensiva bianconera e un record statistico impressionante

Dall’altra parte della barricata, Luciano Spalletti ha plasmato una Juventus che viaggia a vele spiegate, forte di un’imbattibilità che dura ormai da otto partite e di una difesa che sembra un bunker, almeno se si guarda agli ultimi precedenti contro il Diavolo. I numeri, in questo senso, raccontano di un dominio statistico che rasenta l’incredibile: il club bianconero, infatti, non ha subito nemmeno un gol nelle ultime cinque sfide di Serie A contro il Milan. Una striscia record per i torinesi nel massimo campionato se si considera lo specifico confronto con i rossoneri, un muro invalicabile che Allegri dovrà assolutamente cercare di scalfire già dalle prime battute, forse proprio affidandosi alla velocità di Leao o all’imprevedibilità di Pulisic. A complicare ulteriormente i piani dell’ex tecnico (che è stato anche sulla sponda bianconera, ma questa è un’altra storia), ci sono le condizioni di salute dei singoli: dalla Juventus filtrano segnali contrastanti, con qualche acciacco di troppo per Yildiz ma il possibile ritorno dal primo minuto di un attaccante pesante come Vlahovic, che Spalletti è pronto a gettare nella mischia per dare peso all’area di rigore.

Il contesto della corsa europea e la stretta sui conti

La pressione, insomma, non è solo emotiva, ma anche e soprattutto economica. Allegri lo sa bene e lo ha lasciato intendere quando ha parlato di «obiettivi societari», riferendosi alla necessità di rientrare stabilmente tra le prime quattro per programmare il mercato e garantirsi quei ricchi gettoni UEFA che fanno la differenza in un bilancio. Domani sera alle 20:45, quindi, non sarà solo una questione di orgoglio o di tecnica; sarà una partita di strategia, di attenzione ai dettagli e di gestione della paura. Il Milan, forte del vantaggio di giocare in casa, sa che un successo manderebbe un segnale fortissimo al resto delle inseguitrici; la Juventus, invece, con la tranquillità di chi arriva all’appuntamento con una striscia positiva lunga mesi, proverà a scardinare la difesa a tre di Allegri sfruttando le sue frecce sulle fasce. E mentre i tifosi si preparano a riempire lo stadio, i due allenatori – veri strateghi di questa volata – continuano a limare gli ultimi dettagli, consapevoli che a volte, in partite così equilibrate, è il singolo episodio, deviato o sporco, a decidere chi potrà sorridere al fischio finale.

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