Milan-Juventus, il tabù lungo tre anni e la Champions da blindare a San Siro
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Redazione Sport
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C’è un dato, quasi incredibile per la portata offensiva che la squadra di casa dovrebbe esprimere, a fare da preludio al big match di domenica sera: il Milan non segna alla Juventus in campionato da 1.064 giorni. L’ultimo lampo, a dirla tutta, porta la firma di Olivier Giroud in quello che fu uno 0-1 firmato al vecchio Stadium nella stagione 2022-23, e da allora – tra difficulty offensive e partite decise da episodi – i rossoneri hanno semplicemente smesso di trovare la via della rete contro i bianconeri. Un digiuno che tocca quota cinque partite consecutive senza gol, un’anomalia statistica che in casa del Diavolo non accadeva dalla fine degli anni Trenta, quando fu la Triestina a infliggere un blocco realizzativo ancora più lungo. La posta in palio, domenica sera alle 20:45 a San Siro, non è però quella dell’orgoglio personale di un singolo attaccante: è la qualificazione alla prossima Champions League a tenere banco, con la classifica che vede i padroni di casa terzi a 66 punti e gli ospiti quarti a quota 63.
La posta in palio, la pressione e l’ombra dello Scudetto dell’Inter
Se l’Inter, come ampiamente pronosticato, dovesse espugnare il campo del Torino qualche ora prima, ai rossoneri servirebbe una vittoria per non rischiare di assistere – loro malgrado – alla festa scudetto dei cugini in casa propria. Un paradosso del calendario che aggiunge ulteriore pressione a un match già di per sé delicatissimo, perché il margine sul quinto posto (attualmente occupato dal Como a 58 punti) non è ancora blindato per nessuna delle due contendenti. Per la Juventus, che ha ritrovato una certa continuità nelle ultime uscite, l’aritmetica è semplice: una vittura permetterebbe di agganciare proprio il Milan in classifica, mettendo una seria ipoteca sul pass per la massima competizione europea. Per la squadra di Allegri, invece, l’obiettivo è duplice: tenere a bada gli inseguitori e provare a insidiare il secondo posto del Napoli, attualmente a +3 in classifica. Il tecnico livornese, che contro la sua ex squadra cerca conferme dopo un avvio altalenante, recupera alcuni effettivi importanti ma deve fare i conti con un attacco che stecca da settimane.
Le scelte tattiche (e i recuperi) in mezzo al campo
Massimiliano Allegri, che siede sulla panchina rossonera dopo l’addio di Pioli, dovrebbe affidarsi al consueto 3-5-2 per cercare di imbrigliare la manovra bianconera. La grande novizia, rispetto alle ultime uscite, potrebbe riguardare il centrocampo: Youssouf Fofana è recuperato dagli acciacchi, ma l’impressione è che Ruben Loftus-Cheek possa guadagnarsi una maglia da titolare nel cuore della mediana, affiancando Luka Modric e il solito Adrien Rabiot. Proprio il francese, va ricordato, rappresenta una delle principali bocche da fuoco inaspettate di questo finale di stagione, essendo diventato il miglior realizzatore del Milan nel 2026; una statistica che la dice lunga sulle difficoltà realizzative dei pari ruolo offensivi come Pulisic e Leao. Sulla fascia destra agirà Saelemaekers, lasciando la corsia opposta al giovane Bartesaghi, mentre la retroguardia dovrebbe essere composta dal terzetto Tomori-Gabbia-Pavlovic.
Luciano Spalletti, dal canto suo, deve sciogliere alcuni nodi legati alla condizione fisica di Kenan Yildiz. Il talento turco, finito nel mirino di diversi top club europei, ha saltato parte della settimana di allenamento e la sua presenza in campo è in dubbio; se non dovesse farcela, pronto Jeremie Boga a occupare la posizione di trequartista largo a sinistra nel 3. L’ex tecnico azzurro, che ha impostato la squadra su un possesso palla costante e un baricentro alto, recupera intanto Khephren Thuram a centrocampo (in ballottaggio con McKennie) e conferma Jonathan David come punta centrale preferita a Dusan Vlahovic. Il canadese, arrivato la scorsa estate, cercherà il gol che manca da qualche partita, supportato sulla trequarti dal solito Conceicao. La difesa è ormai un reparto rodato con Di Gregorio tra i pali e il trio Kalulu-Bremer-Kelly a protezione.
Un tabù lungo tre anni per i rossoneri
Vincere e, soprattutto, segnare. È il comandamento che risuona negli spogliatoi di San Siro, perché la supremazia difensiva della Juventus nei confronti del Diavolo rasenta l’assurdo. Nelle ultime cinque gare di campionato, i bianconeri non hanno mai visto la propria rete violata dai rossoneri, collezionando due vittorie e tre pareggi a reti bianche, compreso quello dell’andata. Un muro invalicabile che sembra avere radici profonde: il Milan non batte la Juventus in campionato tra le mura amiche dall’ottobre del 2022, quando la stoffa dello Scudetto era ancora calda addosso alla maglia. Stasera, con la Champions League che profuma già di business e di prestigio, Allegri vorrà sfatare il tabù delle punte spuntate; dall’altra parte, Spalletti è chiamato a dimostrare che la svolta bianconera è definitiva. A fare da arbitro, saranno i singoli episodi e i duelli a centrocampo, dove partite di questo livello si vincono o si perdono.




