Milan-Juventus, a San Siro si gioca (quasi) tutto il futuro Champions
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Quando manca ormai un pugno di giornate al termine di questa travagliata Serie A, il calendario regala l’ennesimo, attesissimo capitolo di una rivalità che non smette mai di alimentare polemiche, discussioni e, naturalmente, pronostici. Domenica sera, con calcio d’inizio fissato alle 20.45, lo stadio di San Siro ospiterà il superclash tra il Milan di Massimiliano Allegri e la Juventus di Luciano Spalletti; un incrocio, quest’ultimo, che mette in palio molto più di un semplice orgoglio territoriale o di una vittoria di prestigio, bensì un pezzo consistente della prossima Champions League.
Un secondo posto che sa di riscatto, tra conti in sospeso e assenze pesanti
La classifica, lo si dice senza timore di smentita, non ammette più margini di errore per nessuna delle due contendenti. I rossoneri, forti dei 66 punti conquistati finora, occupano attualmente la terza piazza, mentre la Vecchia Signora li segue a stretto giro di posta con 63, forte di un ruolino di marcia più che positivo nelle ultime uscite. Va da sé che un successo per gli uomini di Allegri significherebbe agganciare il Napoli al secondo posto, creando un solco prezioso con l’attuale inseguitrice; per i bianconeri, al contrario, vincere a San Siro significherebbe raggiungere proprio il Diavolo a quota 66, lanciando un segnale chiarissimo all’intero ambienti in ottica qualificazione europea.
Allegri, come si è appreso alla vigilia, dovrebbe affidarsi ormai senza troppi patemi d’animo alla formula collaudata del 3. Tra i pali c’è Maignan, protetto da un terzetto difensivo composto da Tomori, Gabbia e Pavlovic; mentre a centrocampo, il ballottaggio caldo delle ultime ore riguarda la posizione di mezzala sulla corsia di destra. Il rebus, che vede contrapposti il solido Fofana e l’imprevedibile Loftus-Cheek – quest’ultimo anche autore di recenti, positive apparizioni –, verrà sciolto solo in extremis. Sulla catena di sinistra agirà Bartesaghi, con Rabiot e lo scatenato Modric a dettare i tempi in mediana. Davanti, la coppia formata da Pulisic e Leao rappresenta la principale, forse unica, vera arma di penetrazione offensiva rossonera.
Spalletti e l’infermeria: recuperi last minute e formazione tipo
In casa Juventus, come spesso accade alla vigilia di questi impegni così intensi, la situazione è decisamente più fluida e ricca di variabili, soprattutto per quanto concerne lo stato di salute di alcuni elementi cardine. Luciano Spalletti, reduce da un periodo di forma eccellente della sua squadra, deve fare i conti con un’infermeria che, seppur in via di smaltimento, ha tenuto banco per tutta la settimana. A preoccupare maggiormente lo staff medico erano le condizioni di Kenan Yildiz e Khéphren Thuram, entrambi reduci da acciacchi che ne avevano limitato la presenza in gruppo; tuttavia, i segnali provenienti dalla Continassa sono confortanti, e il tecnico toscano potrà verosimilmente disporre della coppia titolare.
Davanti a Di Gregorio, linea a tre con Kalulu, Bremer e Kelly; sulle fasce, Cambiaso e McKennie dovrebbero spingere per tutto il match, mentre in mediana il rientrante Thuram farà coppia con l’instancabile Locatelli. La vera sorpresa, o forse no, riguarderà il reparto offensivo: Jonathan David è pronto a guidare l’attacco dal primo minuto, spalleggiato proprio dal turco Yildiz e dal portoghese Conceicao, con Boga pronto a subentrare a gara in corso nel caso la stanchezza o le condizioni fisiche dovessero compromettere la tenuta della formazione. Un pacchetto avanzato giovane, fresco e dotato di una mobilità che potrebbe mettere in seria difficoltà la retroguardia rossonera, storicamente solida ma non sempre reattiva sulle ripartenze.




