Il pressing di Ibrahimovic per blindare Modric nel caos Milan

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mentre il Milan affronta una delle sue estati più convulse degli ultimi anni, con la dirigenza sportiva da ricostruire completamente dopo l’esonero di Massimiliano Allegri e la separazione da figure chiave come Furlani, Moncada e Tare, un nome resta al centro delle manovre di Palazzo Milanello: quello di Luka Modric.

Il centrocampista croato, il cui contratto scadrà il prossimo 30 giugno, rappresenta per Zlatan Ibrahimovic una priorità assoluta, tanto che l’ex attaccante, ora promosso all’interno della gerarchia del club, ha iniziato un pressing serrato per convincerlo a rimanere in rossonero per un’altra stagione. La situazione, già di per sé complessa a causa dell’età del calciatore che compirà 41 anni a settembre, si è ulteriormente complicata con l’eliminazione dalla Champions League, un colpo che ha innescato una vera e propria rivoluzione interna.

Un futuro in bilico tra ritiro e rinnovo

La volontà di trattenere Modric, arrivato a parametro zero dal Real Madrid nell’estate del 2025, si scontra però con una serie di variabili difficili da gestire. Da un lato, il giocatore si sta preparando per quello che sarà il suo quinto Mondiale con la maglia della Croazia, un appuntamento che molti addetti ai lavori indicano come possibile punto di arrivo di una carriera leggendaria.

La sconfitta interna con il Cagliari, che ha estromesso i rossoneri dalla massima competizione europea, e l’addio di Allegri – con il quale Modric aveva legato profondamente – hanno scosso le sue certezze. Secondo quanto riportato da fonti vicine all’ambiente, l’ex numero 10 del Real avrebbe subordinato la sua permanenza proprio alla competitività della squadra, un requisito che il quinto posto finale ha drammaticamente vanificato.

Ibrahimovic guida l’operazione salvezza

Nonostante il clima di incertezza, a spingere per il lieto fine ci pensa Ibrahimovic, rimasto al fianco del proprietario Gerry Cardinale per supervisionare la riorganizzazione. Il suo ruolo, in questa fase, è duplice: da una parte dovrà trovare il nuovo direttore sportivo e il nuovo allenatore, dall’altra sta cercando di blindare i pezzi pregiati di una rosa che rischia di smembrarsi. Modric, in questa ottica, rappresenta molto più di un semplice giocatore; è il faro tecnico e il leader carismatico di uno spogliatoio che si appresta a vivere una fase di transizione.

Il pressing del dirigente svedese, che si sta prodigando in prima persona nei dialoghi con l’entourage del calciatore, mira a far scattare l’opzione per il rinnovo presente nel contratto, nella speranza che la voglia di continuare a giocare ad alti livelli prevalga sul desiderio di ritirarsi dopo l’avventura mondiale.

Le prossime settimane saranno decisive

Per il momento, Modric ha scelto di prendere tempo. Si allena in vista dell’impegno con la sua nazionale, consapevole che una performance di alto profilo negli Stati Uniti potrebbe rappresentare l’ultima grande vetrina prima di appendere gli scarpini al chiodo. Il Milan, dal canto suo, attende una risposta che potrebbe arrivare solo a Mondiale in corso, quando la tensione della competizione e le condizioni fisiche del giocatore forniranno indicazioni più precise sul suo futuro.

C’è da considerare, inoltre, l’aspetto economico di un eventuale rinnovo: l’ingaggio non è trascurabile e la società, in una fase di ricostruzione totale dove ogni risorsa conterà, dovrà valutare se investire ancora su un fuoriclasse dalla carta d’identità pesante o virare decisamente verso un ringiovanimento della rosa. La sensazione, visti i trascorsi e l’affetto reciproco, è che la palla passi proprio a Modric: toccherà a lui decidere se questa storia d’amore con i colori rossoneri debba proseguire o concludersi con l’ultimo atto della sua carriera.

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