Udinese, pressing per blindare Davis. Kabasele: “Io resterei volentieri”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La dirigenza dell’Udinese, come emerge dalle ultime ore, sta accelerando in maniera significativa la trattativa per legare a sé Keinan Davis, l’attaccante inglese che con le sue otto reti in campionato sta trascinando la squadra di Kosta Runjaić. Il numero 9, prelevato in prestito dall’Aston Villa e poi riscattato, ha un contratto che lo lega al club friulano fino al giugno del 2027, ma la società, consapevole del peso specifico che il giocatore ha assunto nello scacchiere tattico e non solo, vuole evitare di farsi trovare impreparata. L’obiettivo, stando a quanto filtra dall’ambiente, è quello di allungare ulteriormente l’accordo per blindare quello che a tutti gli effetti è divenuto il vero e proprio uomo mercato in vista della prossima estate, quando le big, sia italiane che straniere, potrebbero bussare alla porta del Bluenergy Stadium forte del rendimento del giocatore.

Lo stesso Davis, del resto, aveva già aperto a un prolungamento nei mesi scorsi, quando in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport aveva speso parole al miele per la proprietà, definendo Gino Pozzo un uomo eccezionale e aggiungendo che, seppur concentrato sul presente, erano già in corso dei colloqui preliminari per discutere del suo futuro. Questo clima di reciproca soddisfazione, un elemento che non va sottovalutato in dinamiche contrattuali spesso complesse, rappresenta la base solida su cui la società sta cercando di costruire un accordo che metta al riparo da possibili sorprese. Si tratta di una strategia chiara: premiare chi sta dimostrando sul campo di essere un punto fermo, blindandolo prima che il suo valore di mercato possa lievitare ulteriormente o che possano inserirsi concorrenti.

Parallelamente alle trattative per l’attaccante, in casa Udinese si muove qualcosa anche sul fronte difensivo, dove Christian Kabasele, reduce dalla prestazione convincente contro la Fiorentina – partita nella quale ha siglato il gol del momentaneo vantaggio – ha voluto chiarire la propria posizione contrattuale. Il difensore congolese naturalizzato belga, classe 1991, ha parlato a cuore aperto ai microfoni dei media presenti al Media Day, affrontando il tema della scadenza del suo attuale contratto. “So che il mio contratto scade”, ha esordito Kabasele, “ma vedremo cosa deciderà il club. Io faccio il mio lavoro, sarei felice di restare”. Parole, le sue, che suonano come una chiara dichiarazione d’amore verso una piazza nella quale, dopo un inizio complicato, è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante, diventando un punto di riferimento per l’intero reparto arretrato e non solo per i compagni più giovani.

La crescita di Kabasele e l’asse con Solet

La stagione di Christian Kabasele, va ricordato, è stata caratterizzata da una crescita esponenziale che lo ha portato a diventare, a 35 anni, una delle colonne portanti della formazione di Runjaić. Dalle difficoltà iniziali, il difensore è passato a una piena autorevolezza, dimostrandosi affidabile al centro della difesa e trasformandosi in una minaccia costante su palla inattiva: basti pensare che, con le sue tre reti in campionato (tutte tra le mura amiche del Bluenergy Stadium), è diventato il terzo miglior marcatore della squadra insieme a Oumar Solet, il quale condivide con lui il ruolo di difensore-goleador. Proprio Solet, autore anche lui di una stagione di alto profilo, forma con Kabasele una coppia centrale che ha dato solidità al pacchetto arretrato, come dimostrato nella gara contro la Fiorentina, quando il numero 27 ha di fatto annullato le sfuriate di Moise Kean.

In quella stessa partita, del resto, l’intera squadra aveva dato segnali di risveglio dopo un momento non semplice. Lo stesso Kabasele, nel commentare il successo sui viola, aveva sottolineato l’importanza del ritiro precendente alla gara: “Prima della Fiorentina siamo stati due giorni in ritiro e ci siamo confrontati per provare a cambiare rotta. E ci siamo riusciti”. Un aneddoto che la dice lunga sullo spirito del gruppo e sul ruolo trainante che elementi come lui e Davis stanno ricoprendo all’interno dello spogliatoio. La volontà del club di premiare questo rendimento con dei rinnovi, dunque, appare più che mai legata a un progetto che mira a mantenere in rosa i giocatori che hanno dimostrato di poter fare la differenza.

La festa della VR46 in Thailandia e le difficoltà di Bagnaia

Se a Udine si lavora per blindare i propri gioielli, nel mondo della MotoGP a far parlare sono state le prestazioni dei piloti marchiati VR46 nel primo Gran Premio della stagione disputato in Thailandia. Sul circuito di Buriram, infatti, la squadra di Valentino Rossi ha piazzato entrambi i suoi portacolori nella top ten, con Fabio Di Giannantonio sesto e Franco Morbidelli ottavo, in una gara che ha visto il trionfo di Marco Bezzecchi in sella all’Aprilia. Una domenica da incorniciare per il team di Tavullia, che ha visto i propri alfieri lottare con costanza nelle posizioni che contano, mentre per Francesco Bagnaia, cittadino onorario di Pesaro, è stata una giornata decisamente più amara: il ducatista, reduce da un 2025 complicato, ha chiuso solo nono, faticando a trovare il feeling con la sua Desmosedici.

Nel post-gara, il divario tra le aspettative della vigilia e la realtà della pista è emerso con chiarezza dalle parole dei diretti interessati. Da un lato, la soddisfazione di Luca Marini, pesarese doc, che con la sua Honda ufficiale è riuscito a conquistare un decimo posto finale, racimolando punti preziosi per la classifica e confermando i passi in avanti compiuti dalla RC213V durante l’inverno. Dall’altro, la delusione di Bagnaia, che non ha potuto esprimersi ai livelli mostrati nei test pre-stagionali, quando la moto sembrava rispondere al meglio. Lo stesso Marini, interpellato sulla prestazione della sua Honda, ha ammesso che non è stato possibile sfruttare appieno il punto forte della moto a causa delle condizioni particolari della pista e della gara, ma ha mostrato fiducia per il prosieguo del campionato. Un inizio di mondiale, dunque, che racconta storie opposte all’interno della stessa scuola piloti, con la squadra satellite in festa e i piloti ufficiali chiamati a un pronto riscatto.

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