Mini 1965 Victory Edition: il sessantesimo della vittoria al Monte Carlo rivive sulla John Cooper Works

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   C’è chi sostiene che certi luoghi, come le stradine ghiacciate dell’entroterra monegasco, conservino l’eco delle imprese sportive più leggendarie, e forse non ha tutti i torti. Sessant’anni dopo che Timo Mäkinen e Paul Easter sconvolsero la classifica del Rally di Monte Carlo alla guida di una Mini Cooper S, il marchio britannico – oggi di proprietà del gruppo Bmw – ha deciso di omaggiare quel successo del 1965 con una serie limitata che strizza l’occhio ai collezionisti, ma anche a chi cerca un’estetica racing senza rinunciare alle tecnologie contemporanee. La nuova Mini 1965 Victory Edition, che sarà disponibile negli showroom a partire da maggio 2026, è stata concepita per essere un ponte ideale tra la storia del motorsport e l’attuale gamma del costruttore, proponendo motorizzazioni sia termiche sia elettriche.

Un’estetica che parla agli appassionati di rally

La livrea della vettura riprende in modo piuttosto fedele i codici visivi della concorrente degli anni Sessanta, con una carrozzeria nella tonalità Chili Red che viene attraversata da una striscia bianca, la quale parte dal cofano e prosegue ininterrotta fino al tetto, per poi concludersi sul portellone posteriore. Il richiamo più evidente, però, è il numero “52” che campeggia in grande sui fianchi, lo stesso che identificava la Mini Cooper S vincitrice della gara; a completare l’opera, sul montante C compare un badge discreto con la scritta “1965” e, per chi desidera un tocco di luce in più, è possibile optare per il tetto panoramico in vetro Glazed White, che dona ulteriore luminosità all’abitacolo. I cerchi in lega da 18 pollici, disponibili in varianti cromatiche differenti – tra cui il nero integrale e il bicolore – e i coprimozzi flottanti con il logo Mini contribuiscono a definire un’identità visiva che non passa certo inosservata.

L’abitacolo tra dettagli storici e materiali sostenibili

Entrando nell’abitacolo della 1965 Victory Edition, chi ha vissuto quell’epoca o semplicemente ne conosce la storia ritrova alcuni elementi pensati per celebrare Mäkinen ed Easter, sebbene declinati in chiave moderna. Le soglie illuminati riportano la data della vittoria, mentre sul volante sportivo e sulla chiave di avviamento è inciso il numero 52, lo stesso che ritorna anche in alcuni inserti della plancia. Una curiosità, custodita all’interno delle portiere, è una piccola targa adesiva che ricorda il trionfo al rally, una sorta di firma che i progettisti hanno voluto lasciare per gli occhi più attenti. Dal punto di vista dei rivestimenti, Mini ha scelto di utilizzare materiali che uniscono la tradizionale sportività del marchio a una maggiore attenzione alla sostenibilità, con sedili in pelle scura impreziositi da cuciture rosse e inserti in tessuto realizzati con poliestere riciclato. Non mancano, ovviamente, tutte le più recenti innovazioni del gruppo, come lo schermo Oled centrale che gestisce il sistema operativo Mini 9, l’head-up display e i vari assistenti alla guida, a dimostrazione che il tributo al passato non implica affatto un passo indietro sul piano tecnologico.

Motori termici ed elettrici: le caratteristiche tecniche

Sotto il profilo dinamico, la serie speciale è disponibile su tre diversi allestimenti, ciascuno dei quali presenta dati prestazionali specifici. La versione Cooper S, spinta dal noto due litri turbo a benzina, eroga 204 cavalli e 300 Nm di coppia, permettendo uno scatto da 0 a 100 km/h in 6,6 secondi. Chi cerca qualcosa di più performante può orientarsi sulla John Cooper Works puramente termica, il cui propulsore da 2.0 litri raggiunge i 231 cavalli e 380 Nm, con un tempo sul chilometro da fermo di 6,1 secondi. La vera novità, però, è rappresentata dalla declinazione All-Electric John Cooper Works, che monta un motore elettrico capace di 258 cavalli e garantisce uno 0-100 in 5,9 secondi, pur mantenendo un’autonomia compresa tra i 364 e i 402 chilometri nel ciclo di omologazione britannico, grazie alla batteria da 49,2 kWh. La produzione della 1965 Victory Edition, che sarà realizzata nello stabilimento di Oxford, verrà distribuita sui vari mercati mondiali con numeri contingentati, come confermano le prime comunicazioni ufficiali arrivate da Australia e Stati Uniti, dove la disponibilità sarà particolarmente limitata.

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