La quarta maglia della Juventus con le righe orizzontali finisce nel mirino dei tifosi della Sampdoria: il motivo della polemica

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La nuova divisa bianconera, quella quarto kit presentato in collaborazione con Adidas e Studio Sgura che ha debuttato sabato scorso all'Allianz Stadium nella sfida contro il Como -3 – match finito con una sconfitta per 0-2 firmata dalle reti di Vojvoda e Caqueret –, non ha lasciato indifferente il pubblico del calcio, sebbene le ragioni della discordanza di vedute, in questo caso, trascendano il mero giudizio estetico per appigliarsi a questioni prettamente regolamentari. I sostenitori della Sampdoria, in particolare, hanno sollevato più di una perplessità riguardo a una scelta stilistica che, a loro avviso, calpesterebbe una norma precisa: quella che impone, per esigenze di leggibilità televisiva, che il numero sul retro della maglia sia stampato su uno sfondo monocromatico -6.

La genesi di questo clamore affonda le radici in un paradosso, perché la stessa Sampdoria, da un paio di stagioni a questa parte, è stata costretta a rinunciare alla sua tradizionale cerchiatura completa – quella fascia orizzontale che abbracciava interamente il busto e che rappresentava un simbolo identitario fortissimo per i blucerchiati – proprio in ossequio a quel regolamento che oggi, secondo i tifosi della Samp, sarebbe stato bellamente ignorato per far spazio alle esigenze di marketing della Juventus -1. Il nodo della questione, insomma, risiede nella presunta disparità di trattamento: se alla Sampdoria è stato chiesto di abbandonare un tratto distintivo della propria storia per uniformarsi alle direttive sulla visibilità dei numeri, come mai alla Juventus è stato permesso di scendere in campo con una maglia che, sul retro, presenta un pattern a righe orizzontali che prosegue ininterrottamente, rendendo potenzialmente meno immediata la lettura dei numeri rossi applicati sopra? -1.

La Juventus, in realtà, aveva chiesto e ottenuto una deroga speciale dalla Lega Serie A per poter utilizzare questa divisa, che si ispira a un concept sperimentale rimasto nel cassetto per quasi trent'anni – risalente alla stagione 1996/97 – e che per la prima volta faceva il suo esordio in una partita ufficiale -7. Una maglia che, al di là delle polemiche, era stata pensata come un ponte ideale tra il campo e il mondo della moda, tanto da essere stata presentata in grande stile con un evento durante la Milano Fashion Week, con testimonial d'eccezione come Diletta Leotta ed Elodie, e da essere corredata da un'intera linea lifestyle -3.

Ma la questione non si ferma qui, e il confronto con altre realtà della Serie A rischia di alimentare ulteriormente il dibattito. C'è chi, come sottolineato da alcune ricostruzioni, ha fatto notare come il Lecce, ad esempio, abbia recentemente utilizzato una seconda maglia con una fascia centrale gialla continua anche sul retro, e il numero blu stampato sopra aveva superato le prove televisive senza particolari intoppi -6. Questo precedente, unito alla deroga concessa alla Juventus, potrebbe aprire scenari interessanti, magari in vista di occasioni speciali come l'ottantesimo anniversario della fondazione della Sampdoria, previsto per il 2026, un'anniversario che i tifosi blucerchiati vorrebbero festeggiare proprio con il ritorno della amata cerchiatura completa sulla schiena -6.

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