Leone XIV sceglie un canonista ambrosiano per la guida del Dicastero per il Clero
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Papa Leone XIV ha compiuto una scelta che guarda alla competenza giuridica e alla solida esperienza di governo diocesano, nominando il segretario del Dicastero per il Clero. L’incarico, di centrale importanza per la vita della Chiesa cattolica poiché riguarda la formazione e il governo dei presbiteri e dei diaconi diocesani, nonché l’organizzazione dei seminari e delle parrocchie, è stato affidato a monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, il quale cessa pertanto il suo ruolo di arcivescovo metropolita di Gorizia. La decisione, resa nota oggi 22 gennaio 2026, porta dunque in un ufficio di vertice della Curia romana un presule italiano la cui biografia è marcatamente segnata, fin dagli studi, dal diritto canonico.
Un profilo forgiato nell'avvocatura e nel governo pastorale
Nato a Milano nel 1956 e ordinato sacerdote, nel 1980, per mano del cardinale Carlo Maria Martini, Redaelli ha consolidato il suo profilo canonistico attraverso gli studi presso la Pontificia Università Gregoriana. La sua carriera, d’altronde, si è sviluppata in modo significativo all’interno degli uffici giuridici della diocesi ambrosiana, dove ha prestato servizio come addetto all’Avvocatura diocesana per un decennio, per poi assumere, dal 1993, il ruolo di Avvocato generale. Questa lunga consuetudine con le questioni giuridiche e amministrative della Chiesa ha costituito una preparazione peculiare, che si è successivamente intrecciata con gli incarichi di governo pastorale, culminati nella nomina ad arcivescovo di Gorizia e, non da ultimo, nella presidenza di Caritas Italiana, un ruolo che lo ha posto al centro dell’impegno sociale della Chiesa nel paese.
Il passaggio da Gorizia alla Curia romana
Lasciando la guida dell’arcidiocesi di Gorizia, monsignor Redaelli porta con sé, nella nuova responsabilità romana, non solo la perizia del giurista ma anche l’esperienza concreta di chi ha governato una Chiesa particolare e coordinato un organismo caritativo di primo piano. La sua transizione dalla sede metropolitana, dove era giunto dopo essere stato vicario generale a Milano, rappresenta un tipico movimento della mobilità ecclesiale, che spesso convoglia verso gli uffici centrali della Santa Sede quelle figure che hanno maturato un know-how specifico in ambito locale o in settori specializzati. La sua conoscenza delle dinamiche diocesane, dalle parrocchie ai seminari, si prevede sarà un asset fondamentale nell’amministrazione del Dicastero, il cui raggio d’azione tocca direttamente la vita quotidiana del clero sparso nel mondo.
Gli antecedenti di governo e la solida formazione
La scelta del Pontefice, in definitiva, sembra privilegiare una combinazione di elementi – la solida formazione canonistica, l’esperienza nell’avvocatura diocesana, la guida pastorale di un’arcidiocesi e la direzione di un’opera caritativa nazionale – che delineano un curriculum non comune. Redaelli, figlio della Chiesa ambrosiana, eredita ora un compito delicatissimo, che consiste nel supportare la gestione di tutte le questioni attinenti al clero secolare, in un momento storico complesso per la Chiesa cattolica. La sua nomina segna un ritorno, seppur in veste diversa, agli ambienti curiali, dopo gli anni trascorsi a servizio della diocesi di Milano e di quella di Gorizia, e suggella una traiettoria ecclesiastica profondamente radicata nella tradizione giuridica e amministrativa della Chiesa italiana.




