Papa Leone XIV avvia le visite nelle parrocchie romane, il 19 febbraio incontro con il clero
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Il calendario di Papa Leone XIV, il quale ha scelto di riannodare un filo tradizionale del ministero petrino, si articola in una serie di impegni che segnano il suo primo avvicinamento strutturato alla diocesi che gli affida la cattedra di vescovo. La scelta, non casuale, di iniziare il percorso da una realtà periferica come Ostia Lido – dove il 15 febbraio celebrerà nella parrocchia Santa Maria Regina Pacis – delinea un indirizzo preciso, quello di una presenza che intende toccare, materialmente, le diverse anime della città. Il giro, che si svilupperà fino al 15 marzo toccando cinque comunità parrocchiali, ciascuna rappresentativa di un settore pastorale, riprende infatti la consuetudine dei suoi predecessori, i quali hanno spesso utilizzato questi itinerari per ascoltare direttamente le voci, a volte sommesse, delle periferie geografiche ed esistenziali.
Un itinerario che disegna la mappa della diocesi
Dopo la tappa iniziale al lido, il Pontefice farà quindi ingresso, il 22 febbraio, nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Castro Pretorio, cuore del settore Centro, per poi spostarsi, il primo marzo, alla parrocchia dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo, che ricade nel settore Est. Le due successive visite, di cui non sono state ancora rese pubbliche le destinazioni specifiche ma che si svolgeranno entro il 15 marzo, completeranno il disegno pastorale coinvolgendo i settori Nord e Ovest. Ognuna di queste soste, come è stato precisato, sarà coronata dalla Celebrazione Eucaristica aperta a tutti i fedeli, un gesto che trasforma l’evento da mero atto istituzionale a momento di incontro e di condivisione sacramentale.
Il confronto con il presbiterio cittadino
Accanto a questo percorso territoriale, un altro appuntamento tradizionale scandisce l’impegno del vescovo di Roma verso il suo presbiterio. Giovedì 19 febbraio, infatti, nella Aula Paolo VI, Leone XIV incontrerà i sacerdoti della diocesi, in un colloquio che segue di pochi mesi quello tenutosi in udienza poco dopo la sua elezione, avvenuta l’8 maggio scorso. La data, che cade nel giovedì seguente il Mercoledì delle Ceneri, non è scelta casuale ma si inserisce nel solco di una prassi consolidata, offrendo al clero cittadino, spesso chiamato a gestire complessità sociali non indifferenti, un momento di confronto diretto con il Pontefice all’inizio del tempo forte della Quaresima.
Il significato di una presenza
Quello che si profila, dunque, è un periodo di intensa attività pastorale diretta, nella quale il gesto della visita – con tutto il suo portato simbolico e concreto – sembra voler riaffermare un modello di Chiesa prossima, radicata nei territori e attenta alle loro dinamiche. La scelta delle parrocchie, alcune delle quali situate in quartieri popolari o in aree periferiche, suggerisce una volontà di non lasciare nessuno ai margini della sollecitudine del vescovo, in un momento storico dove la frammentazione sociale rappresenta una sfida per ogni agenzia educativa e di comunità. La vicinanza, del resto, è un tema che lo stesso Leone XIV ha più volte evocato nei suoi primi mesi di pontificato, e che ora trova una sua traduzione operativa in questo impegno calendarizzato, il quale, pur nella sua ordinarietà amministrativa, assume i tratti di un segnale forte per l’intera città.




