I cardinali nelle loro parrocchie romane: messe e preghiere prima del conclave
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Redazione Interno
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Mentre Roma si prepara al conclave che avrà inizio mercoledì 7 maggio, alcuni dei cardinali chiamati a eleggere il nuovo pontefice hanno trascorso la domenica precedente nelle "loro" parrocchie, quelle di cui sono titolari nella diocesi capitolina. Da Boccea a Tor Bella Monaca, hanno celebrato messa, incontrato i fedeli e chiesto preghiere perché lo Spirito Santo guidi la scelta del successore di Pietro.
Quella dei cardinali titolari di chiese romane è una tradizione antica, che risale ai primi secoli della Chiesa: ogni porporato, al momento della nomina, viene assegnato a una parrocchia della città, con cui mantiene un legame formale. Un "titolo" che gli permette di celebrarvi messa, visitarla e dialogare con il parroco, pur senza avere responsabilità pastorali dirette. Non tutte le chiese di Roma hanno un cardinale, ma ogni cardinale ne ha una, e alcuni hanno scelto proprio questa domenica per ritornarvi, in un momento cruciale per la Chiesa.
Intanto, nella residenza Santa Marta – voluta da Giovanni Paolo II per ospitare gli elettori durante il conclave – si attende l’inizio della clausura. Le 129 stanze che accoglieranno i cardinali sono pronte, così come le rigide regole che scandiranno i giorni delle votazioni. La segretezza è imprescindibile: dal 1621, con Gregorio XV, il voto è obbligatoriamente scritto e segreto. Vietati dispositivi di ripresa o trasmissione, specialmente nella Cappella Sistina, con la minaccia della scomunica "latae sententiae", automatica e immediata.




