Il conclave si avvicina, ma tra i cardinali "non ci sono ancora idee chiare"
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Redazione Interno
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Mentre la Chiesa cattolica si prepara all’elezione del nuovo pontefice, le parole del cardinale Angelo De Donatis, Penitenziere maggiore, rivelano un clima di incertezza tra i porporati. "Non abbiamo ancora le idee chiare", ha dichiarato al termine dei vespri celebrati a Santa Maria Maggiore, dopo aver presieduto i riti delle Ceneri all’Aventino e guidato la processione del Mercoledì delle Ceneri. Un’ammissione che riflette la complessità di un momento cruciale, in cui i cardinali elettori dovranno scegliere il successore di papa Francesco.
La data del conclave non è ancora ufficiale, ma si presume che cadrà tra il 5 e il 6 maggio, come stabilito dall’Ordo Exsequiarum Romani Pontificis, il testo liturgico che regola le procedure. Il 28 aprile, durante la quinta congregazione generale, i cardinali confermeranno il calendario definitivo. Attualmente, su 252 porporati, solo 135 hanno diritto di voto, poiché il limite d’età è fissato a 80 anni. Due di loro, tuttavia, hanno già annunciato che non parteciperanno per motivi di salute.
Tra i nomi più ricorrenti per la successione, quello di Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede dal 2013, emerge per la sua capacità di coniugare tradizione e modernità. Nato a Schiavon, in Veneto, nel 1955, Parolin proviene da una famiglia profondamente religiosa: il padre era un ferramenta, la madre un’insegnante. La sua lunga esperienza nella diplomazia vaticana e il profilo discreto lo rendono un candidato in grado di assicurare continuità senza alienare le diverse correnti ecclesiali.




