Valencia, la MotoGP chiude il 2025 e subito si proietta verso il 2026
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Redazione Sport
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Mentre i motori della stagione 2025, chiusasi domenica con il successo di Marco Bezzecchi, si stanno ormai raffreddando, l’attenzione al Circuito Ricardo Tormo si sposta immediatamente verso il futuro. Secondo una consuetudine che ormai segna il ritmo del motomondiale, a neppure due giorni dal termine del campionato, il circo della MotoGP si appresta a dare il via ufficiale alla lunga preparazione del 2026. Martedì 18 novembre, infatti, le squadre e i piloti avranno a disposizione la pista spagnola per una sessione di test collettivi della durata di circa sette ore, un primo, fondamentale assaggio di ciò che verrà.
Diretta e novità in pista
La giornata di prove, che si svolgerà dalle 10 alle 17, sarà seguita in diretta televisiva su Sky Sport MotoGP e in streaming sulla piattaforma NOW. Tra coloro che saliranno in sella, alcuni di loro lo faranno affrontando un cambiamento significativo; Alex Marquez, ad esempio, avrà la prima opportunità di provare la Ducati Desmosedici GP25, un passaggio tecnico cruciale per il suo percorso. Altri, invece, vivranno un momento ancor più emblematico, scrivendo l’incipit della loro avventura nella categoria regina.
L'esordio atteso e la scelta di un numero
Proprio a Valencia, infatti, debutteranno ufficialmente in MotoGP le due nuove promesse, Toprak Razgatlioglu e Moreira. Il campione turco del WorldSBK, la cui attesa è tra le più alte, guiderà la Yamaha del team Pramac, mentre Moreira sarà in sella alla Honda del team LCR. A suggellare questo nuovo capitolo della sua carriera, Razgatlioglu ha già annunciato una decisione importante, comunicando che nel 2026 correrà con il numero 7 sulla carena. La scelta, resa necessaria dal fatto che il suo storico 54 è già utilizzato in MotoGP da Fermín Aldeguer, è stata oggetto di uno scherzoso scambio di battute tra i due piloti sui social network, anticipando una rivalità che si preannuncia stimolante.
Un ponte tra due stagioni
Questi test collettivi rappresentano dunque un ponte materiale e simbolico tra due annate, un momento in cui l’analisi di ciò che è appena finito si fonde con la sperimentazione per ciò che deve ancora iniziare. I team raccoglieranno una mole considerevole di dati, concentrandosi sulle prime sensazioni con le nuove configurazioni meccaniche e, non da ultimo, sull’integrazione dei nuovi piloti all’interno dei rispettivi gruppi di lavoro. È un lavoro meticoloso, che getta le basi per i successivi sviluppi invernali e per la prossima sfida mondiale.




