A Mappano l’85enne fa da esca: finto medico e complessa arrestati grazie alla sua lucidità

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mappano, una frazione alle porte di Torino, è stata teatro mercoledì scorso di un episodio che intreccia l’ennesimo tentativo di raggiro telefonico ai danni di una persona anziana con una messa in scena degna di un film poliziesco. Protagonista della vicenda è una pensionata di 85 anni, la quale, lungi dal lasciarsi sopraffare dall’ansia, ha dimostrato una freddezza e un sangue freddo notevoli, trasformandosi da potenziale vittima in complice attiva dei carabinieri della Compagnia di Venaria. La dinamica, purtroppo consolidata nel triste panorama delle truffe domestiche, ha avuto un epilogo anomalo: l’arresto in flagranza di una cittadina polacca di 41 anni, bloccata dai militari mentre aveva appena infilato in tasca i gioielli dell’anziana.

Tutto è iniziato con una telefonata sul numero fisso dell’abitazione. Dall’altro capo del filo, un uomo dalla parlantina facile si è qualificato come un medico dell’ospedale “Molinelle”. Con voce tesa e professionale, ha riferito all’85enne una notizia drammatica: il figlio della donna era stato colpito da un improvviso e grave malore, una patologia tale da richiedere un intervento chirurgico d’urgenza. Per salvare la vita al giovane, proseguiva il sedicente dottore, servivano 120mila euro; visto che il denaro contante probabilmente non era disponibile, la somma avrebbe potuto essere coperta – almeno in parte – con il valore dell’oro custodito in casa.

Tuttavia, l’ingranaggio della truffa si è inceppato su un dettaglio fondamentale che i malviventi non avevano preventivato: la donna non ha figli maschi. Accortasi immediatamente del tentativo di raggiro, la pensionata ha avvertito la figlia, la quale ha prontamente allertato il numero unico per le emergenze. È qui che l’operatore della centrale operativa, riconoscendo la lucidità della signora, ha deciso di giocare d’astuzia. Ha suggerito all’anziana di “reggere il gioco”, di fingersi terrorizzata e disposta a collaborare pur di permettere ai carabinieri di intervenire con le mani nel sacco.

E così, quando il finto medico (che nel frattempo aveva passato la cornetta a un complice, il quale interpretava il ruolo del “figlio” morente) ha annunciato che una donna si sarebbe presentata a breve per ritirare i monili, l’85enne ha messo in atto una performance di grande impatto: ha inscenato confusione, ha vibrato la voce e ha finto di raccogliere in fretta e furia tutto l’oro della casa. I carabinieri della Sezione Operativa di Venaria e della stazione di Leinì, già appostati all’interno dell’abitazione, hanno atteso in silenzio l’arrivo della staffetta. Nel momento esatto in cui la 41enne si è impossessata dei preziosi, è scattata la manetta: l’arresto per tentata truffa aggravata.

Un bottino che parla chiaro e un precedente illustre

La perquisizione immediata effettuata sulla corriere polacca ha rivelato un quadro più ampio del singolo colpo tentato a Mappano. Oltre ai gioielli appena sottratti all’85enne, la donna è stata trovata in possesso di una quantità consistente di altro materiale prezioso: un orologio il cui valore è stato stimato intorno ai 15mila euro, oltre a 350 euro in contanti. Gli inquirenti (le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Ivrea) hanno subito avviato accertamenti su questi ulteriori beni, sospettando che possano essere il provento di un’altra truffa andata a segno poco prima, probabilmente consumata con la stessa identica tecnica del falso incidente o della falsa malattia.

Ciò che rende ancor più singolare la vicenda di Mappano è che non si tratta della prima volta per questa ottantacinquenne. Già nel febbraio del 2024, la stessa donna era riuscita a far arrestare un altro malvivente, all’epoca un cittadino tedesco di soli 18 anni, che aveva cercato di sottrarle denaro e oro con un copione simile. Anche in quell’occasione, la sua prontezza di riflessi e la collaborazione immediata con le forze dell’ordine avevanopermesso di trasformare un potenziale lutto economico in una vittoria processuale. Questo bis di arresti, a distanza di due anni, conferma come la sinergia tra cittadini consapevoli e intervento tempestivo delle pattuglie sia spesso l’arma più efficace contro un fenomeno, quello delle truffe agli anziani, che non accenna a diminuire.

La fisiologia del raggiro telefonico

La tecnica utilizzata – quella del “falso medico” o del “falso carabiniere” che chiede soldi per un familiare in pericolo – è purtroppo una costante nelle cronache giudiziarie italiane. In questo caso specifico, gli autori hanno sfruttato la leva emotiva più potente per una madre: la malattia improvvisa di un figlio. La richiesta di 120mila euro, cifra esorbitante, ha lo scopo preciso di creare un tale stato di panico e urgenza da offuscare la ragione, spingendo la vittima a consegnare tutto ciò che ha di valore senza farsi troppe domande.

L’utilizzo di un emissario (la donna arrestata) che si presenta fisicamente a casa per ritirare il denaro e i gioielli è un’altra costante: serve a concludere materialmente il colpo, sollevando i complici al telefono dal rischio di un contatto diretto. Tuttavia, nel caso specifico di Mappano, questa struttura criminale si è rivelata un boomerang. La presenza fisica della 41enne ha infatti permesso ai carabinieri di concretizzare l’arresto in flagranza di reato – la forma più solida di prova – un aspetto non secondario nelle future fasi processuali, considerata la difficoltà oggettiva di risalire all’identità dei prestanome o delle comparse che eseguono materialmente i prelievi.

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