Project Helix, il futuro di Xbox passa dai devkit: in arrivo nel 2027 le prime versioni alpha per gli sviluppatori

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Nel corso della Game Developers Conference in corso a San Francisco, Microsoft ha iniziato a dissipare la nebbia che avvolgeva Project Helix, nome in codice della sua prossima architettura hardware. Quello che emerge, al netto delle voci e delle speculazioni delle ultime settimane, è un quadro più definito, sebbene la strada verso il mercato sia ancora lunga. Jason Ronald, vicepresidente della divisione Next Generation di Xbox, ha infatti confermato ai presenti che le versioni alpha dell’hardware, i primi kit di sviluppo, verranno inviate ai partner e agli studi di sviluppo a partire dal 2027. Una tempistica, questa, che chiarisce come la nuova generazione non sia imminente, ma nemmeno un miraggio lontano anni luce: si parla di un orizzonte temporale che colloca il lancio sul mercato, verosimilmente, non prima del 2028, considerando i tempi tecnici necessari per la messa a punto dei giochi e della piattaforma stessa.

La filosofia alla base di Project Helix, come ribadito dallo stesso Ronald, punta a una fusione sempre più stretta tra l’ecosistema console e quello PC. La nuova piattaforma, alimentata da un System on a Chip personalizzato sviluppato in collaborazione con AMD, è stata progettata per abbattere le barriere, consentendo di eseguire nativamente sia i titoli pensati per l’ecosistema Xbox classico sia quelli tradizionalmente associati al personal computer. L’obiettivo dichiarato è quello di creare un ambiente di sviluppo unificato, dove la maggior parte del codice scritto per una macchina possa essere riutilizzato sull’altra, semplificando il lavoro degli studi e, nelle intenzioni di Microsoft, rendendo più fluida l’esperienza di gioco per l’utente finale, che potrebbe così attingere alla propria libreria indipendentemente dal dispositivo utilizzato.

Sul fronte delle specifiche tecniche, sebbene molti dettagli rimangano ancora avvolti nella riservatezza, Ronald ha anticipato alcune delle innovazioni su cui il team sta lavorando. Il nuovo chip, ha spiegato il dirigente, punta a un incremento prestazionale di un ordine di grandezza per quanto riguarda il ray tracing, con l’obiettivo di gestire tecniche complesse come il path tracing in modo più efficiente. Parte integrante del progetto sarà l’integrazione delle nuove tecnologie di upscaling di AMD, note come FSR Next, che faranno ampio ricorso all’intelligenza artificiale e al machine learning non solo per ricostruire l’immagine a risoluzioni più alte, ma anche per generare fotogrammi aggiuntivi, una tecnica, questa della frame generation, che potrebbe migliorare sensibilmente la fluidità percepita. Non si tratta, quindi, di una semplice evoluzione incrementale, ma di un ripensamento dell’architettura grafica che affida all’AI un ruolo centrale per superare i limiti dell’attuale rendering nativo.

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