Spread btp-bund scende sotto i 67 punti, un regalo di fine anno per il debito italiano

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La piazza finanziaria ha accolto con favore l’Italia nell’ultimo giro di boa del 2025, registrando un avvio di seduta caratterizzato da una significativa compressione del differenziale tra i titoli di Stato nazionali e quelli tedeschi. Lo spread tra i Btp decennali e i Bund, il termometro della fiducia dei mercati verso il nostro paese, ha infatti aperto le contrattazioni a 66,6 punti base, un livello che non solo si colloca al di sotto della chiusura di ieri, fissata a 67,4 punti, ma che rappresenta anche un netto miglioramento rispetto ai 70 punti toccati in apertura nella medesima seduta precedente. Un movimento, questo, che si inserisce in un trend più ampio di riduzione della tensione, il quale, nonostante le inevitabili oscillazioni di giornata, ha contraddistinto le ultime settimane di contrattazioni. Il rendimento del Btp a dieci anni, dal canto suo, si è mantenuto stabile al 3,5%, mentre si sono registrati marginali rialzi, dell’ordine di un punto base, sui corrispettivi titoli tedeschi e francesi, attestatisi rispettivamente al 2,84% e al 3,53%.

La chiusura di ieri e il quadro d’insieme

Il quadro delineatosi in apertura di oggi assume un rilievo particolare se confrontato con l’andamento della seduta di chiusura del 30 dicembre. In quell’occasione, infatti, lo spread aveva invertito temporaneamente la rotta, chiudendo in rialzo a 69 punti base dopo essersi attestato a 67 nel riferimento precedente. Un movimento accompagnato da un deciso incremento del rendimento del Btp decennale benchmark, salito al 3,55% dal 3,50% della vigilia. Queste fluttuazioni, tuttavia, non intaccano il bilancio complessivo dell’anno, che resta ampiamente positivo per la tenuta del debito pubblico italiano sui mercati internazionali.

Il bilancio complessivo del 2025

Prendendo in esame l’intero arco dell’anno appena trascorso, emerge con chiarezza un percorso di netto rafforzamento della credibilità finanziaria del paese. Lo spread ha terminato l’ultima seduta del 2025 a 69 punti base, un dato che, seppure in lieve rialzo rispetto all’apertura odierna, segna una contrazione di circa il 41% rispetto alla quotazione di fine 2024, quando il differenziale si attestava a 116 punti. Una discesa così marcata, che supera il quaranta per cento, delinea un anno in cui i mercati hanno progressivamente premiato le politiche economiche adottate, riducendo il premio al rischio richiesto per detenere titoli del debito italiano. Questo miglioramento strutturale, peraltro, si è verificato in un contesto geopolitico internazionale tutt’altro che privo di tensioni, dalle quali i mercati finanziari globali sono stati più volte scossi.

Il contesto e le prospettive immediate

L’attenzione degli operatori, in queste ultime ore di contrattazione, rimane catalizzata dalle dinamiche macroeconomiche e dalle decisioni delle banche centrali, in primis la Bce e la Federal Reserve, le cui politiche monetarie influenzano direttamente i rendimenti obbligazionari a livello globale. La stabilizzazione dei tassi di interesse, dopo i cicli di restrizione attuati per contrastare l’inflazione, ha creato un terreno più fertile per il riassorbimento dei differenziali di rischio tra i paesi dell’area euro. In tale scenario, la performance italiana del 2025 si distingue per essere stata tra le più vigorose, segnando un recupero di fiducia che, al di là delle fluttuazioni tecniche di breve periodo, appare consolidato. L’avvio odierno, con lo spread sceso stabilmente sotto la soglia psicologica dei 67 punti, sembra confermare questa tendenza, offrendo un quadro confortante alle soglie del nuovo anno.

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