Inter-Cagliari, la sconfitta e il mistero di Kiliçsoy: perché il turco non gioca più?

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La legge dello sport, si sa, è spesso una sentenza inappellabile: chi è più forte vince. E nell’occasione di Inter-Cagliari, valida per la trentatreesima giornata di questa Serie A 2025/26, il verdetto non ha offerto scampo né sorprese. La squadra di Chivu, come era ampiamente pronosticabile, si è arresa all’onda d’urto della capolista nerazzurra – un’Inter che ormai viaggia con il pilota automatico inserito – subendo un 3-0 che porta la firma di Thuram, Barella e Zielinski (quest’ultimo a sigillare il risultato già in pieno recupero). Eppure, dentro questa sconfitta annunciata, anzi forse proprio per questo, emerge un’ombra che nulla ha a che vedere con la differenza tecnica tra le due squadre. Una vicenda interna al club sardo, avvolta in un silenzio che a San Siro è sembrato assordante quanto il boato dei novanta minuti.

L’esploso e il dimenticato: la parabola discendente di Kiliçsoy

Alcuni mesi fa, l’attaccante turco Kiliçsoy era l’autentica rivelazione del campionato, una scheggia impazzita capace di esplodere con una violenza e una continuità tali da farne uno dei pezzi pregiati del mercato di riparazione. Poi, dal nulla, la sua figura è letteralmente sparita dai radar tattici di Pisacane. Perché non gioca più? La domanda, rimbalzata ieri sugli spalti di San Siro come un mantra disperato dai tifosi rossoblù, resta senza risposta ufficiale. Non una distorsione, non un affaticamento muscolare, nessun comunicato ufficiale a spiegare il declassamento: lui, che era stato il fulcro dell’attacco, si ritrova ora relegato in una specie di oblio sportivo. Nessuna panchina, nessun minuto recuperato nel finale. Una scomparsa che assume i contorni del giallo, tanto più se letta alla luce della disperata necessità di gol che il Cagliari continua a manifestare, specialmente in trasferta contro le corazzate del calendario.

La discesa libera dell’Inter e l’inerzia inesorabile

Venendo alla cronaca del match, l’Inter ha fatto ciò che le si richiedeva, ovvero prendere velocità e non fermarsi più. La discesa, iniziata dopo aver superato le insidiose salite contro Roma e Como, ha generato un’inerzia quasi inarrestabile nella squadra di Chivu. I nerazzurri, con l’animo reso più tranquillo dal momentaneo +9 sul Napoli (poi trasformato in un rassicurante +12 dopo la rete di Zielinski), hanno letteralmente trotterellato nella prima frazione di gioco, senza mai spingere realmente sull’acceleratore. È bastato però un guizzo a inizio ripresa – meno di cinque minuti, per la precisione – per liquidare la pratica. Lo scudetto, a questo punto, si avvicina ancor più: il conto alla rovescia per la festa può cominciare, mentre il Cagliari, dal canto suo, continua a tremare in una zona calda della classifica che non concede più respiri.

L’arbitro, la diretta tv e una situazione disciplinare da monitorare

A dirigere la contesa è stato Matteo Marchetti, della sezione di Ostia Lido, coadiuvato dagli assistenti Rossi L. e Cavallina, dal quarto ufficiale Bonacina e dalla coppia VAR formata da Meraviglia e Di Bello. Dal punto di vista disciplinare, l’Inter dovrà fare i conti con la squalifica di Sucic (un turno), mentre tra i diffidati spicca il nome di Akanji; nel Cagliari, invece, sono finiti nel registro dei diffidati Gaetano e Zé Pedro. La sfida, trasmessa in diretta esclusiva sia da DAZN che sui canali Sky (con fischio d’inizio fissato per le 20:45 di venerdì 17 aprile), ha offerto quindi l’ennesimo spaccato di una capolista che non ha pietà delle avversarie di bassa classifica. Un percorso netto, quasi matematico, dove il massimo risultato è stato ottenuto con il minimo sforzo. E dove il vero mistero, paradossalmente, non riguarda chi vince, ma chi non gioca più senza che nessuno spieghi il perché.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.