Chivu, esordio a San Siro tra polemiche e favori da respingere
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Redazione Sport
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C’è un clima da ricucire, quello tra la squadra e la curva, e una partita difficile da preparare, contro un Torino che «non ha nulla da perdere»; ma Christian Chivu, alla vigilia del suo esordio in Serie A sulla panchina dell’Inter, mantiene un approccio pragmatico e diretto, ereditato da quel carattere da leader che lo ha distinto in campo e che ora, da tecnico, prova a trasmettere alla sua nuova Inter. Quasi cento giorni dopo l’ultima apparizione allo stadio Meazza, i nerazzurri tornano in casa lunedì sera affrontando i granata di Marco Baroni, in un esordio che assume – suo malgrado – i contorni di una prima prova di carattere, dopo le delusioni del finale di stagione e le prove generali offerte nel Mondiale per club disputato negli Stati Uniti.
«Spero che tutto si sistemi prima possibile», ha affermato Chivu in conferenza stampa, riferendosi al malumore dei tifosi, senza scendere nel merito delle proteste ma sottolineando come «la squadra abbia bisogno del suo pubblico» soprattutto in una gara come questa, contro una formazione «forte e in salute». La prima di campionato, del resto, «è sempre la più importante», e per questo chiede concentrazione, lontano da ogni tipo di distrazione.
Sulle possibilità di vittoria dello scudetto, il tecnico rumeno ha invece replicato a tono alle parole di Gabriele Oriali, che aveva indicato i nerazzurri come super favoriti. «Io do ragione a Max Allegri», ha precisato Chivu, argomentando che «chi vince lo scudetto parte sempre favorito l’anno dopo». Pur definendo Oriali «un amico», ne ha dunque corretto il tiro, osservando come «con la squadra che avevano e con tutto quello che hanno speso questa estate, direi che il Napoli parte sempre come favorita». Un modo per alleggerire le aspettative e scaricare parte della pressione sulla rivale partenopea.




