Btp, i rendimenti in asta volano ai massimi da tre anni

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il Tesoro ha collocato stamane Btp e Ccteu per l'intero ammontare offerto di 8 miliardi di euro, con una domanda complessiva che ha superato i 12,6 miliardi. La data di regolamento è fissata al 1° ottobre. I rendimenti registrati nell'asta dei titoli di Stato di oggi hanno raggiunto i livelli più alti degli ultimi tre anni per i Btp a 5 e 10 anni, fotografando il movimento al rialzo che si era già visto sui mercati secondari e che riflette il rincaro del petrolio, l'aumento dell'inflazione e le attese di ulteriori strette da parte della Bce.

Il dettaglio delle assegnazioni

Nel dettaglio, è stata assegnata la prima tranche del Btp a 5 anni con scadenza 1° febbraio 2032, per un importo di 3,5 miliardi, con un rendimento del 4,08%, in aumento di 63 punti base rispetto all'asta precedente. A fronte di una domanda di circa 5,4 miliardi, il rapporto di copertura è stato di 1,54, con un prezzo di aggiudicazione di 99,58. Il Mef ha poi piazzato la terza tranche del Btp a 10 anni, con scadenza 1° ottobre 2036, per 3 miliardi, con un rendimento del 4,58% e un incremento di 49 punti base.

Le richieste hanno sfiorato i 4,7 miliardi, determinando un rapporto di copertura di 1,56, mentre il prezzo di aggiudicazione è stato di 95,76. Infine, è stata collocata la nona tranche del Ccteu a 10 anni, con scadenza 15 aprile 2036, per 1,5 miliardi e un rendimento del 3,38%, a fronte di una domanda di oltre 2,6 miliardi e un rapporto di copertura dell'1,75.

Spread e mercato secondario

Sul mercato secondario, il Btp ha aggiornato i nuovi massimi dal 2023 e lo spread con il Bund tedesco si è allargato fino a quota 100 punti base su livelli che non si vedevano dallo scorso maggio, nei mesi caldi del conflitto nel Golfo Persico. Il differenziale tra il rendimento del titolo decennale italiano e quello del corrispondente titolo tedesco, considerato il riferimento più sicuro dell'area euro, misura il premio richiesto dagli investitori per detenere debito italiano rispetto a quello della Germania.

Il movimento dei rendimenti non riguarda soltanto l'Italia: nelle ultime settimane si assiste, a livello globale, a un generale aumento dei rendimenti dell'obbligazionario, con il Bund decennale che ha toccato livelli che non si registravano dal settembre 2008.

Il contesto macroeconomico

A spingere i rendimenti verso l'alto contribuisce il quadro internazionale. Il prezzo del petrolio è tornato stabilmente sopra i 100 dollari al barile, sostenuto dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, e alimenta le aspettative di inflazione importata. Secondo le rilevazioni Istat, ad agosto i prezzi alla produzione dell'industria hanno registrato un aumento del 2,4% su luglio e del 10,9% su base tendenziale, con i prezzi petroliferi in crescita dell'8,9% sul mese e del 67,7% su agosto 2025.

Il conflitto in Medio Oriente continua a generare pressioni sull'inflazione, che dovrebbe mantenersi su livelli ben al di sopra dell'obiettivo per un periodo prolungato.

La stretta della Bce

Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha deciso lo scorso 10 settembre di innalzare di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento. I tassi sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale sono stati portati rispettivamente al 2,50%, al 2,65% e al 2,90%, con effetto dal 16 settembre. Nello scenario di base delle nuove proiezioni degli esperti dell'istituto, l'inflazione complessiva si collocherebbe in media al 3,0% nel 2026, al 2,5% nel 2027 e al 2,1% nel 2028.

Le prospettive restano molto incerte, con rischi orientati al rialzo per l'inflazione e al ribasso per la crescita economica, e il Consiglio direttivo ha ribadito che seguirà un approccio guidato dai dati, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi.

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