Barcellona, shakedown movimentato: Antonelli subito in vetta tra bandiere rosse e debutti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La prima giornata di test a Barcellona, inaugurata in condizioni atmosferiche tutt’altro che miti con l’asfalto del Montmelò ancora umido per le piogge recenti e temperature sotto i dieci gradi, ha vissuto un avvio intenso e non privo di intoppi, caratterizzato da tre interruzioni con bandiera rossa. La sessione shakedown del mattino, alla quale hanno deciso di partecipare sette squadre su undici con le assenze di Williams, Aston Martin, Ferrari e McLaren – queste ultime due per scelta tecnica –, ha visto emergere il giovane Andrea Kimi Antonelli al volante della Mercedes W17, che ha fatto segnare il tempo di riferimento di 1’22”352 completando ventiquattro giri. Alle sue spalle, in una classifica provvisoria e in continua evoluzione, si è piazzato Liam Lawson per Racing Bulls, staccato di sette decimi e mezzo, mentre il francese Isack Hadjar, terzo, ha fatto debuttare in pista la Red Bull RB22 spinta dal motore Red Bull Powertrains, un momento storico per la scuderia di Milton Keynes che segna l’inizio di una nuova era tecnologica.

Le dinamiche della pista e i problemi tecnici

La mattinata, nonostante il via in sordina per le condizioni avverse, è stata costellata da diversi episodi che ne hanno condizionato il ritmo. Dopo una prima interruzione, infatti, la pista è tornata a vivere solo per essere fermata nuovamente a causa di un problema tecnico all’Audi R26 guidata dal brasiliano Gabriel Bortoleto, il quale, dopo aver accumulato ritardo, aveva comunque completato ventisette giri con un tempo di 1’25”296. L’attività, ripresa dopo la necessaria pausa, ha permesso a Lawson di migliorarsi e sopravanzare Hadjar nella graduatoria, fermando il cronometro a 1’23”130 e confermando così la competitività immediata della Racing Bulls. Altri, come Esteban Ocon per Haas e Valtteri Bottas per Cadillac, hanno invece concentrato il proprio lavoro su un elevato numero di giri, raccogliendo dati in vista delle prossime sessioni, mentre Franco Colapinto con l’Alpine si è inserito stabilmente nella parte centrale della classifica.

L’importanza dei test per la rivoluzione regolamentare

Queste prime uscite, al di là dei tempi cronometrici che restano un mero riferimento in una fase così preliminare, assumono un valore particolare considerando il nuovo panorama tecnico della Formula 1 per la stagione 2026, definita non a caso come quella della ‘rivoluzione’ per via dei profondi cambiamenti regolamentari introdotti. I team, molti dei quali hanno scelto di approfittare subito della pista catalana, hanno quindi avviato un meticoloso processo di verifica e raccolta informazioni, un lavoro fondamentale per affinare le monoposto e comprendere appieno le potenzialità dei nuovi pacchetti, meccanici e aerodinamici, che dovranno essere sviluppati nel corso dei prossimi mesi. Le vetture, del resto, sono tutte nuove o fortemente evolute, e questi chilometri percorsi costituiscono un banco di prova insostituibile per individuare eventuali criticità e definire le prime direzioni di sviluppo.

Uno sguardo al resto della giornata

Con la sessione pomeridiana ancora da svolgersi, il programma della giornata rimane fitto di attività, finalizzate non solo alla ricerca della performance ma anche alla conferma dell’affidabilità dei componenti, alcuni dei quali – come nel caso del powertrain Red Bull – sono all’esordio assoluto. L’attenzione, oltre che sui piloti più veloci, rimane focalizzata su quelle scuderie che hanno incontrato difficoltà, come l’Audi, la cui capacità di risolvere i problemi emersi sarà cruciale per non perdere preziosi giri di test. La pista, che nel frattempo si asciugherà probabilmente permettendo l’utilizzo di mescole più performanti, offrirà un quadro più completo delle gerarchie, seppur ancora embrionali, in vista di un campionato che si preannuncia molto aperto e tecnologicamente stimolante.

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