Scritta Br contro Nordio: “Ti metto dentro una R4”. La solidarietà della politica
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Redazione Interno
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Una minaccia che riporta direttamente alla mente una delle pagine più buie della storia repubblicana, quando il corpo di Aldo Moro venne fatto ritrovare dai terroristi delle Brigate Rosse nel bagagliaio di una Renault 4 rossa, il 9 maggio del 1978.
Questa mattina, a distanza di oltre quarant'anni da quei tragici giorni, un messaggio analogo è comparso su un muro di via Portuense a Roma: "Nordio ti metto dentro una R4", la scritta in vernice rossa, firmata con la sigla Br e accompagnata dalla classica stella a cinque punte, è stata indirizzata al ministro della Giustizia Carlo Alberto Nordio, suscitando una immediata e compatta ondata di solidarietà da parte delle più alte cariche dello Stato e del mondo politico.
Il ritrovamento e le indagini dei carabinieri
L'intimidazione, lasciata con ogni probabilità nel corso della notte scorsa, è stata notata dai residenti della zona che hanno prontamente allertato le forze dell'ordine. La scritta si trova sul muro perimetrale di un edificio privato al civico 473 di via Portuense, un'arteria che non è esattamente nei pressi della caserma dei carabinieri, come inizialmente riportato, ma che ha comunque richiamato l'attenzione degli investigatori.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia Eur, che hanno immediatamente avviato le indagini per risalire agli autori del gesto e per comprendere se vi siano reali collegamenti con la galassia dell'eversione di sinistra o se, come spesso accaduto in passato, si tratti di un inquietante richiamo ideologico da parte di gruppi della estrema sinistra.
Dalle prime informazioni emerse, pare che l'area interessata dalla scritta non sia coperta da sistemi di videosorveglianza, un elemento che potrebbe complicare le ricerche dei responsabili, anche se i militari stanno comunque analizzando le immagini di tutte le telecamere presenti nelle vicinanze.
La reazione di Nordio e il richiamo al passato
Il diretto interessato, il ministro Carlo Nordio, non ha tardato a rispondere alle minacce con la fermezza e la lucidità che lo contraddistinguono, mostrando di non essere affatto intimorito.
In una nota ufficiale, il Guardasigilli ha voluto innanzitutto ringraziare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la telefonata di vicinanza, e ha poi spiegato di aver già vissuto situazioni analoghe in passato, quando, da giovane magistrato, conduceva le indagini sulla colonna veneta delle Brigate Rosse, ricevendo lettere minatorie firmate con la stessa stella a cinque punte.
"Non sono stato intimorito allora, da giovane magistrato, e ancor meno lo sono adesso da anziano Ministro", ha dichiarato Nordio, sottolineando come "il privilegio di servire lo Stato valga il rischio che tutti noi corriamo". Un messaggio che ribadisce la sua determinazione e la sua assoluta fedeltà alle istituzioni, un tema centrale che è stato ripreso anche da molti esponenti politici.
Solidarietà bipartisan e le parole del governo
Le reazioni alla gravissima intimidazione si sono susseguite nel corso della giornata, attraversando tutto lo schieramento politico e istituzionale, a dimostrazione di una unità di intenti che raramente si vede. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso la sua "piena solidarietà" al ministro, definendo l'accaduto una "gravissima e inaccettabile intimidazione" e ha chiesto una condanna senza ambiguità del richiamo agli anni più bui del terrorismo.
Nella stessa direzione si sono mossi i presidenti delle Camere: Ignazio La Russa ha parlato di "un intollerabile attacco allo Stato e alla nostra democrazia", mentre Lorenzo Fontana ha condannato con la massima fermezza quelle che ha definito "ignobili e inquietanti minacce". Anche l'Associazione Nazionale Magistrati ha fatto sentire la propria voce, esprimendo solidarietà e definendo le scritte un "dato inquietante" su cui gli organi competenti dovranno fare piena chiarezza.
Il messaggio che emerge con forza da tutte le dichiarazioni è quello di uno Stato che non si lascia intimidire e che reagisce compatto di fronte a ogni tentativo di evocare la logica della violenza eversiva per colpire un suo rappresentante.
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