White striping, Essere Animali: "Colpito il 90% dei petti di pollo di Conad, Coop ed Esselunga"

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Un'indagine condotta dall'organizzazione Essere Animali, la quale ha esaminato 619 confezioni di petti di pollo in 43 supermercati, ha rilevato che oltre il 90% della carne avicola venduta con i marchi Conad, Coop ed Esselunga presenta i segni caratteristici del "white striping". Questo fenomeno, che si manifesta con striature bianche di grasso e tessuto fibroso ben visibili sulla superficie del petto, è considerato dalla stessa associazione animalista un indicatore di una miopatia muscolare, una condizione patologica legata, a loro dire, a standard di benessere animale inadeguati e a metodologie di allevamento intensivo.

La replica di Coop e le metodologie a confronto

A fronte di queste accuse, Coop ha replicato con una nota ufficiale, smentendo categoricamente le percentuali diffuse e definendo "non confermate" le affermazioni dell'Ong. La catena di supermercati, che ha basato le proprie dichiarazioni su controlli sistematici effettuati nel corso del 2024, ha reso noto di aver analizzato più di 1.500 confezioni, aprendole e verificando ogni singolo taglio al loro interno. Secondo i dati forniti da Coop, la presenza del fenomeno del white striping nei propri prodotti a marchio sarebbe stata riscontrata in una percentuale inferiore al 5%, una cifra di gran lunga più bassa di quella denunciata dall'organizzazione animalista.

Le cause e le implicazioni del fenomeno

Al di là della disputa sulle percentuali, il white striping è unanimemente riconosciuto come una diretta conseguenza dell'impiego di razze avicole selezionate geneticamente per una crescita iper-accelerata. Questa pratica, finalizzata a ridurre i tempi di produzione e aumentare la resa della carne, porta gli animali a sviluppare una massa muscolare sproporzionata rispetto alla robustezza dello scheletro e dell'apparato cardiocircolatorio. Il presidente di Essere Animali, sottolineando come la patologia sia un segno di scarsa qualità del prodotto, ha evidenziato che la carne affetta da queste striature possiede un maggiore contenuto di grassi a scapito delle proteine, alterandone il valore nutrizionale.

Le possibili vie d'uscita indicate dalle associazioni

La soluzione proposta dall'associazione per mitigare il problema, e che rappresenta il cuore della sua campagna di sensibilizzazione, ruota attorno alla modifica dei capitolati di approvvigionamento da parte della grande distribuzione. Essere Animali insiste affinché le catene supermarket adottino, come prerequisito per i propri fornitori, l'utilizzo di razze a crescita più lenta. Un cambiamento di questo tipo, sebbene comporti costi e tempi di produzione diversi, sarebbe in grado, secondo l'Ong, di garantire standard di benessere animale superiori e una qualità finale del prodotto significativamente migliore.

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