Renato Bosetti nuovo capo della Curva Nord, il “perfetto cavallo di Troia” per dialogare con i vertici del club
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Redazione Interno
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La sera del 26 dicembre 2018, prima di Inter-Napoli, gli ultras nerazzurri accendono la minaccia della guerriglia contro i tifosi del Napoli. Nel caos, Daniele Belardinelli, detto Dede, viene travolto e muore. Da allora, alla direzione della Curva Nord si sono alternati tre direttivi diversi. Dopo la morte di Dede, il governo degli affari dentro e fuori dallo stadio passa nelle mani di Vittorio Boiocchi, che affida la gestione “illecita” dei biglietti e dei rapporti con gli steward a Renato Bosetti.
Bosetti, considerato dalla Digos il “perfetto cavallo di Troia” per dialogare con i vertici del club, diventa una figura chiave nella Curva Nord. La sua ascesa non è priva di controversie. Antonio Bellocco, appartenente a una delle famiglie di ’ndrangheta più influenti della Piana di Gioia Tauro, entra nel direttivo della Curva Nord grazie a pressioni esercitate per avere libero accesso al cuore del tifo organizzato nerazzurro e partecipare alla spartizione dell’indotto "nero" di San Siro.
Le dichiarazioni di Andrea Beretta, capo ultrà, rese ai pm dopo l’omicidio di un trentaseienne di San Ferdinando, assassinato con una ventina di coltellate, gettano nuova luce sui rapporti tra le tifoserie di Milan, Inter e Juventus. La “santa alleanza” tra queste tifoserie emerge dai verbali di un collaboratore di giustizia a Catanzaro, dipingendo nuovi scenari di connivenza e spartizione di interessi illeciti.
L’omicidio di Antonio Bellocco, avvenuto a Milano, è un ulteriore tassello in questo mosaico di violenza e criminalità che coinvolge le curve degli stadi italiani.




